Lettera aperta ad Angelino Alfano

Caro Alfano,
quando oltre un anno fa hai preso la guida del Pdl ho voluto credere in te, nella tua freschezza intellettuale e soprattutto nel messaggio che in quel momento diffondevi: il Pdl partito degli onesti e del buon governo, vicino agli elettori tanto da lanciare le primarie come metodo di selezione della classe dirigente a tutti i livelli. E’ poi invece venuta una stagione congressuale nella quale chi ha tentato di opporsi alla nomenklatura in nome di un rinnovamento del partito è stato ostacolato in tutti i modi (#bettolleombelicodelmondo do you remember?) senza che tu facessi una piega. E così il congresso provinciale del Pdl invece che a Siena, dove i “nominati” da Verdini e Matteoli si sentivano deboli, è stato celebrato a Bettolle per farli stare tranquilli. Tanto tranquilli che ora, in vista di decisive elezioni amministrative a Siena, si nascondono dietro il dito di associazioni e liste civiche facendo emergere chiara la loro inadeguatezza a porsi alla testa, come sarebbe stato legittimo, dello schieramento alternativo al sistema di potere del centrosinistra. Sempre che abbiano davvero mai voluto e vogliano una alternanza di governo.
Ma nonostante tutto ho continuato ad avere fiducia, ovvero ad illudermi in una sorta di wishful thinking, pensando che avevi bisogno di tempo. E poi il Cavaliere ha scoperto improvvisamente che non avevi “il quid” e ha pensato bene di ridimensionarti a portavoce se non a portaborse. E poi sono venuti i Fiorito e i suoi compari sparsi per l’Italia che ci hanno fatto vergognare come ladri. Ed intanto a giorni alterni eravamo a favore di Monti, anzi contro. E poi il Cavaliere ha fatto un passo indietro e il giorno dopo due avanti. Ed infine sono arrivate le elezioni a casa tua, in Sicilia, dove la maggioranza assoluta è risultata quella del non voto, ma in conferenza stampa hai detto che andava tutto bene. Ed ora siamo tornati a bomba alle primarie, addirittura “all’americana” … No grazie, mi gira la testa e scendo da questa giostra che non porta da nessuna parte: gira in tondo all’infinito lasciando la nostra gente senza rappresentanza politica, alla mercé dei Bersani, dei Vendola e dei Grillo di turno. Continuate pure, ma senza di me. Le centinaia di senesi che nel 2011 mi hanno dato la loro preferenza facendomi risultare il candidato più votato dell’opposizione vogliono che mi occupi di Siena senza condizionamenti. Ed è quello che farò.
Enrico Tucci

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