Archivio mensile:marzo 2013

Le 10 domande

Accolgo con piacere l’occasione offerta dalle classiche “dieci domande” per esprimere sinteticamente, ma spero anche compiutamente, la nostra idea di Città. Perché di questo si tratta. Dopo tutto quello che è successo e che solo ora la comunità senese sta cominciando a percepire in tutta la sua gravità, non bastano dieci buoni propositi, più o meno realizzabili, per risollevarsi, uscire dalla crisi e affrontare il futuro con serenità e fiducia.
La nuova Siena dovrà dimostrare di aver fatto tesoro degli errori e degli orrori del passato. Dovrà essere una città amministrata in maniera trasparente, sobria e partecipativa, consapevole delle sue evidenti criticità e dei suoi tanti potenziali punti di forza. Qualche tempo fa ho commentato che i programmi dei vari candidati a sindaco si somigliavano tutti e lo confermo. La differenza la faranno le persone, con la loro storia, le loro competenze, la  loro capacità di fare squadra in funzione del bene comune che molto probabilmente non coinciderà totalmente con i loro desideri e le loro aspirazioni sia pur legittime.
Una amministrazione civica, refrattaria alle pressioni e alle ingerenze di organismi esterni al territorio, l’attenzione al merito e alle competenze, la propensione all’innovazione sono condizioni irrinunciabili per il ritorno al “Buongoverno”.
Abbiamo tanto da cui ripartire, ma dobbiamo guardare a quello che ci circonda con uno sguardo nuovo che finalmente tenga conto anche di come ci vedono gli altri, lasciando da parte ogni mal riposta presunzione, consapevoli di una situazione finanziaria difficilissima che d’ora in poi dovrà fare a meno delle risorse straordinarie finora assicurate dalla Fondazione MPS. Di qui la necessità di un programma realistico e realizzabile per passi successivi.
Abbiamo innanzitutto uno straordinario tessuto sociale da riscoprire e valorizzare, dalle Contrade alle mille associazioni di volontariato. Abbiamo valori condivisi ampiamente diffusi di coesione sociale, di mutualità, di solidarietà che ultimamente abbiamo un po’ trascurato, abbagliati da falsi miti, su cui oggi poter basare la nostra rinascita. In questa nuova Siena gli assessorati più importanti saranno quelli con la delega per la trasparenza, le attività produttive, la riqualificazione urbana, le Contrade, il terzo settore, la “città intelligente”.
Sulle Contrade desideriamo soffermarci un attimo perché riteniamo siano, singolarmente od associate tra loro, un importantissimo ed unico tramite tra la amministrazione ed i cittadini per il controllo del territorio, la vivibilità, la tenuta sociale.
I conti del Comune, fatta salva la massima salvaguardia possibile del welfare, si risanano con una “spending review” trasparente e rigorosa che abbia come primi protagonisti in positivo proprio i dipendenti, profondi conoscitori della “macchina”, che elimini pressoché completamente il ricorso a consulenze esterne retribuite e combatta senza quartiere ogni spreco, anche per rispetto nei confronti dei cittadini oppressi da una intollerabile pressione fiscale che nell’arco del mandato dovrà essere alleggerita, a partire dall’IMU sulla prima casa. Le società controllate e partecipate dovranno anch’esse essere oggetto di una severa valutazione e rapidamente dismesse se non strategiche, comunque ridimensionando drasticamente i compensi degli amministratori.
Il problema del lavoro è una vera e propria emergenza. Riteniamo che una azione “forte” sul turismo possa creare rapidamente centinaia di nuovi posti di lavoro. Si tratta di impiegare risorse già disponibili, dell’ordine di un milione di euro, ovvero i due terzi della tassa di soggiorno incassata nel 2012, in una azione promozionale a livello mondiale indirizzata ad un target medio-alto per attirare nuovi visitatori, di qualità, che possano trovare in ogni periodo dell’anno una buona ragione per visitare Siena e goderne.
Strategico in questa impostazione è il ruolo del Santa Maria della Scala, pietra miliare della nostra offerta culturale ed artistica. Il primo provvedimento sarà l’avvio delle procedure per la acquisizione dei tesori ancora oggi relegati nella Pinacoteca Nazionale (sempre annunciata, mai iniziata), poi la ricerca di una sponsorizzazione internazionale di lungo respiro che consenta di dare continuità e concretezza al completamento della ristrutturazione.
A medio termine una politica di trasparenza, di semplificazione burocratica e di agevolazioni fiscali faciliterà la nascita di nuove imprese con un occhio di riguardo per la imprenditoria giovanile e femminile.
La nuova Siena dovrà risultare più accogliente per i cittadini e gli ospiti sia all’interno delle mura che nelle periferie negli ultimi anni lasciate a sé stesse. Quindi riqualificazione del centro storico, di concerto con le Contrade, con opportuni incentivi per le ristrutturazioni e l’efficientamento energetico, grande attenzione al decoro urbano, alla sicurezza con la videosorveglianza e alla illuminazione. Identificazione di nuovi parcheggi scambiatori da collegare con navette al centro, valorizzazione dei tanti spazi verdi oggi di fatto impraticabili. Nelle immediate periferie ridefinire la politica delle ARU, dimostratesi un fallimento, nelle più lontane far sentire tangibile la presenza della amministrazione contro il degrado.
Sarà necessaria una profonda revisione del Regolamento Urbanistico, espressione di logiche non più attuali, favorendo il rientro dei nuclei familiari nel centro storico anche con interventi nei grandi contenitori ormai dismessi. Per le periferie totale arresto delle edificazioni “selvagge” di questi ultimi anni e maggiore attenzione ai problemi della mobilità e della sosta.
Per quanto riguarda la Fondazione MPS o meglio di quello che ne rimane dopo gli scempi perpetrati, noi continuiamo a ritenere che sia un patrimonio esclusivo della comunità senese: le nomine andranno affidate ai consessi elettivi, il numero dei Deputati deve essere ridimensionato così come i loro compensi in quanto si tratta di incarichi che debbono conferire prestigio e non fonti di reddito o di consenso elettorale.
Riteniamo ineludibile una azione di responsabilità da parte del Comune nei confronti degli amministratori che hanno clamorosamente disatteso lo statuto consentendo la devastazione della Banca.
La nuova Siena non potrà fare a meno di una Università magari più piccola, ma prestigiosa che può “fare la differenza” per l’accesso al lavoro e per gli indispensabili collegamenti internazionali e di un Policlinico in grado di assicurare prestazioni sanitarie di grande qualità. Il nostro impegno amministrativo sarà senza requie, favorendo il merito e il talento, per consentire a queste due fondamentali Istituzioni di uscire dalla crisi in cui versano e tornare ad essere un fiore all’occhiello della Città. La nostra nuova Città.
Per concludere vorrei a mia volta rivolgere due domande ai cittadini senesi. Vi siete resi conto di aver finora troppe volte dato fiducia ad una classe dirigente che in pochi anni ci ha portati al disastro mettendo a rischio il futuro di tutti? Siete pronti al cambiamento? Vi chiedo di riflettere e di darvi una risposta. Noi ci siamo.