Archivio mensile:giugno 2013

Tucci (Cittadini di Siena): la legalità deve essere la prima preoccupazione della amministrazione

Nel primo consiglio comunale la maggioranza ha portato in aula la delibera per la “Definizione di indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso Enti, Aziende ed Istituzioni”, approvata dopo una lunga discussione a cui hanno preso parte quasi tutti i consiglieri. Il testo definitivo accoglie alcuni degli emendamenti migliorativi della sua vaghezza proposti da Laura Vigni e da Michele Pinassi, ma non quelli più qualificanti, proposti dal Movimento 5 Stelle, concernenti la sostanziale gratuità degli incarichi, ma soprattutto la impossibilità di nomina o decadenza dall’eventuale incarico per soggetti rinviati a giudizio per reati contro la pubblica amministrazione. Su questo punto la maggioranza, e il Sindaco sono caduti in grave contraddizione. Nel mio intervento ho ricordato al Presidente del consiglio Ronchi e al sindaco Valentini la loro intenzione, dichiarata in campagna elettorale, di far sottoscrivere alla amministrazione la Carta di Pisa, il codice etico per gli amministratori locali (www.avvisopubblico.it/news/allegati/CARTA-DI-PISA_Testo.pdf). Questo impegno è stato lodevolmente confermato da entrambi, ma poi Valentini in una intervista rilasciata subito dopo il consiglio ha manifestato la sua intenzione di non nominare rinviati a giudizio, giudicando però il collegamento esplicito tra le due cose “una forzatura”. Caro Sindaco non ci siamo, forse non ricordi cosa recita la Carta di Pisa su questo punto al punto 4 dell’articolo 20 concernente i Rapporti con l’Autorità Giudiziaria “In caso sia rinviato a giudizio o sottoposto a misure di prevenzione personale e patrimoniale per reati di corruzione, concussione, mafia, estorsione, riciclaggio, traffico illecito di rifiuti, e ogni altra fattispecie ricompresa nell’elenco di cui all’art.1 del Codice di autoregolamentazione approvato dalla Commissione parlamentare antimafia nella seduta del 18 febbraio 2010, l’amministratore si impegna a dimettersi ovvero a rimettere il mandato”. Evidentemente a maggior ragione in una simile situazione non si può essere candidati a nomina alcuna, a garanzia del singoli e delle Istituzioni. Ma non c’è da preoccuparsi, al primo consiglio comunale utile presenteremo una mozione chiedendo la adozione di questo fondamentale documento, garanzia di trasparenza e legalità, da parte del consiglio comunale in modo da impegnare con un solo passaggio tutti gli amministratori, a qualsiasi titolo. Siamo sicuri che sarà approvata all’unanimità.

CITTADINI DI SIENA: i partiti dichiarino cosa pensano del vincolo del 4% ed agiscano di conseguenza

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A parole, ma probabilmente solo a parole, quasi tutti sono contro la abolizione del tetto del 4% del diritto di voto dei soci privati di Banca MPS richiesto con la abituale arroganza da Profumo ad una Fondazione in scadenza di mandato. Negli ultimi giorni, dal neo-sindaco Valentini al suo antagonista Neri, che su questo cavallo di battaglia ha costruito efficacemente la sua grande rimonta, passando per Sinistra per Siena, Siena Futura e noi stessi, è stato tutto un susseguirsi di dichiarazioni che diffidano il presidente della Fondazione MPS Mancini dall’avallare una decisione così impegnativa in scadenza di mandato, lasciando l’incombenza di negoziare col management della Banca la migliore soluzione a chi verrà nominato tra poche settimane. Qualcuno però, molto autorevolmente se non altro per il ruolo che ricopre di Presidente della Provincia, ha cominciato a sollevare qualche importante distinguo, sicuramente meritevole di approfondimenti ulteriori, ma assai stridente col contesto. Lo stesso Valentini in una intervista rilasciata domenica al Sole 24Ore sembra essere di nuovo possibilista. A questo punto chiediamo la massima chiarezza, perché su una questione così importante non sono ammissibili  giochi delle parti. Chiediamo prima di tutto con forza che i partiti che hanno espresso i membri della Deputazione Amministratrice della Fondazione MPS, chiamata nei prossimi giorni a decidere come voterà Mancini in occasione della assemblea straordinaria convocata da Profumo, ovvero Pd, Pdl e Riformisti, si esprimano in maniera inequivocabile su questo tema e agiscano di conseguenza sui loro nominati, senza trincerarsi dietro risibili scuse. Chiediamo inoltre che il sindaco Valentini convochi quanto prima il consiglio comunale di insediamento per procedere poi nel più breve tempo possibile, a seguire, alla audizione di Mancini e della Deputazione Amministratrice in conferenza dei Capigruppo e quindi alla convocazione di un consiglio comunale straordinario monotematico, come già molto opportunamente suggerito da Eugenio Neri. In quella sede pubblica i cittadini avranno modo di rendersi conto in presa diretta, senza mediazioni, delle reali posizioni delle varie forze politiche.  Di fronte ad un pronunciamento unanime del consiglio comunale anche l’arroganza di Profumo sarebbe destinata a cedere in attesa di tempi migliori o magari a pensare alle dimissioni.

CITTADINI DI SIENA: Mancini non prenda iniziative in scadenza di mandato

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Apprendiamo che il CdA di Banca Monte dei Paschi nella riunione odierna ha approvato la modifica dello statuto riguardante la eliminazione del tetto del 4% al diritto di voto dei soci privati e la convocazione di una assemblea dei soci entro il mese di luglio.
Diffidiamo, in qualità di eletti dai cittadini senesi, il presidente Mancini, in scadenza di mandato, dall’avallare iniziative che riteniamo perniciose in questo momento per il Monte dei Paschi e per Siena. Non è accettabile che un organo amministrativo in scadenza prenda decisioni così importanti per il futuro della Città a pochi giorni dalla sua decadenza. Il primo cittadino Valentini convochi immediatamente la Deputazione di Indirizzo e a seguire Mancini per impedire che Siena subisca un ultimo definitivo sfregio da coloro che avrebbero dovuto tutelarla. Solo il nuovo presidente della Fondazione, scelto attraverso una procedura trasparente e meritocratica, potrà avere il mandato di concordare con i vertici di Mps la migliore soluzione di governance nell’interesse sia della Banca che di Siena.

ENRICO TUCCI SU PRIMA PAGINA DI CHIUSI

SIENA. DOPO LE COMUNALI. INTERVISTA AL DOTT. ENRICO TUCCI

“Non sarà una legislatura noiosa ma piena di colpi di scena” afferma Tucci.

 

SIENA – E’ stato uno dei protagonisti del primo turno delle Comunali con un ottimo risultato che ha sorpreso molti. Il Dott. Enrico Tucci, ex PDL, con la sua lista Cittadini di Siena, sarà uno dei protagonisti del prossimo consiglio comunale. E lo sarà dall’opposizione. Insieme, tra gli altri, alla Vigni di Sinistra per Siena, a Pinassi dei 5 stelle, a Falorni di Impegno per Siena, ed a Neri. Molti hanno pensato che un accordo tra il primo e secondo turno tra Tucci e Neri avrebbe rovesciato le sorti del secondo turno dando più chances di vittoria al cardiochirurgo che ha perso per soli 930 voti. Subito dopo il primo turno l’apparentamento legittimo tra Falorni e Neri stesso, aveva attirato critiche molto forti dello stesso Tucci. Abbiamo fatto qualche domanda al Dott. Tucci.

1) Un commento ai risultati…

Il dato più importante che emerge da queste elezioni è il crollo del Pd che al primo turno ha conseguito 6.483 voti (25,29% su 30.007 votanti), lasciando sul terreno in termini assoluti ben 5.240 voti in due anni. Il Partito con la P maiuscola non esiste più, come è confermato dalla scarsissima capacità di mobilitazione in occasione del ballottaggio: Valentini aveva già fatto il pieno nel primo turno con 11.520 voti, al ballottaggio se ne sono aggiunti solo poco più di 500, una miseria. Il secondo dato, altrettanto significativo, è il grande successo personale di Eugenio Neri che è arrivato ad un soffio dala vittoria nonostante i suoi ingombranti se non impresentabili compagni di viaggio, grazie ad una campagna elettorale aggressiva e ben condotta negli ultimi dieci giorni. Sta ora Neri decidere di voler diventare il leader dell’opposizione, liberandosi dagli interessati consiglieri che cercano di condizionarlo, per rigiocarsi la partita con eccellenti possibilità di vittoria alla prossima occasione che prevedo molto vicina.

2) Facciamo la Politica con i sè… sè avesse dato indicazione di voto per Neri avrebbe vinto…

Con una astensione che ha coinvolto il 45% dell’elettorato ritengo molto azzardato sostenere che un mio endorsement a favore di Neri avrebbe cambiato il risultato finale. Mi sembra più che altro un tentativo di addossare ad altri le responsabilità del proprio insuccesso, dovuto alla incapacità a mobilitare l’elettorato. D’altra parte la lista Cittadini di Siena è nata in contrapposizione frontale al sistema Siena e la nostra equidistanza tra gli schieramenti di Valentini e Neri è stata la naturale conseguenza di questa premessa. Tornando indietro esprimerei comunque questa nostra opinione che non va letta come equidistanza tra i candidati a sindaco, ma come dichiarazione di voto contro la classe dirigente che ha rovinato la Città.

3) Il futuro di Siena e le sue proposte di opposizione con Vigni, Pinassi ecc.

Il futuro di Siena è purtroppo molto incerto e legato alla capacità della amministrazione di disegnare e favorire concretamente un nuovo modello di sviluppo, basato sulla impresa e non più sulla rendita, assicurando nel contempo la “tenuta sociale”. Il presupposto ineludibile di questo cambiamento epocale è una nuova stagione di legalità e trasparenza, penso assolutamente condiviso anche dagli altri movimenti politici che si sono contrapposti al sistema Siena senza ripensamenti. Ancor prima dell’insediamento del consiglio comunale cercheremo una convergenza con Pinassi e Vigni, del resto da me già pubblicamente richiesta ancor prima di conoscere l’esito del ballottaggio, per assumere posizioni comuni su questi ed altri temi che riteniamo strategici per la Città.

4) Dopo mille traversie e polemiche interne al PD…Valentini e ora?

Il Pd, uscito solo in apparenza vittorioso da queste elezioni, è profondamente spaccato tra nostalgici del Ceccuzzi, esponenti che fanno capo ad Alberto Monaci, e sostenitori di Valentini e della sua opera, fino ad ora solo enunciata, di rinnovamento. Già nelle prossime ore, con la nomina degli assessori, capiremo se Valentini tenterà di liberarsi dai pesanti condizionamenti dei vecchi padroni del vapore. Dico tentare, perchè riuscirvi è poi tutto da vedere. E’ poi da capire come si manifesterà il malessere evidente che cova all’interno della lista Siena Cambia ispirata dallo stesso Valentini, nata per rinnovare il centrosinistra, ma che nei fatti ha portato acqua al mulino di Alberto Monaci. Interessanti anche alcune aperture che Valentini, appena insediatosi, ha rivolto verso la minoranza. Di certo non sarà una legislatura noiosa, ma piena di colpi di scena. L’importante sarà fare una opposizione senza sconti e farsi trovare pronti con una proposta politica chiara di alternanza vera qualora il Pd imploda. Entriamo in consiglio comunale per questo.

David Busato

CITTADINI DI SIENA – COMUNICATO STAMPA

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Le elezioni amministrative per il Comune di Siena sono terminate col ballottaggio odierno che ha visto in lizza due schieramenti espressione del “sistema Siena”, nessuno dei quali a nostro parere meritevole di consenso.
Gli elettori, qualsiasi sia il motivo, hanno confermato clamorosamente la tendenza, già manifestata al primo turno, a non farsi coinvolgere più di tanto nello scontro elettorale con una affluenza pari al 55% degli aventi diritto, per cui il vincitore, chiunque esso sia, dovrà subito ammettere di aver avuto il consenso di una parte assolutamente minoritaria del corpo elettorale e dovrà quindi mettersi a lavorare per conquistare tutti gli altri, con la necessaria umiltà e non con l’arroganza che ha caratterizzato le ultime amministrazioni. Dovrà realizzare quei radicali cambiamenti che ha promesso in campagna elettorale, sia nei metodi che nelle persone, ascoltando e rispettando l’opposizione.
Da oggi noi siamo già all’opposizione; un’opposizione costruttiva e non ottusamente preconcetta, disponibile a valutare positivamente atti ritenuti utili per tutti i cittadini, che quindi ci vedrà ben disposti a collaborare con qualsiasi forza politica a patto di basarsi sul rispetto reciproco e la pari dignità, ma pronti anche ad opporci duramente, dentro e fuori il Consiglio Comunale, ad eventuali ulteriori scelte scellerate come quelle che hanno distrutto la nostra meravigliosa Siena. Un’opposizione che intendiamo portare avanti insieme alle forze che hanno dimostrato nei fatti ampie convergenze con i nostri principi, che avevamo tentato di aggregare già come forza elettorale e con le quali abbiamo avuto il buon risultato complessivo di rappresentare circa il 25% dell’elettorato.
Chiediamo quindi al Movimento 5 Stelle e a Sinistra per Siena di aprire un confronto per valutare insieme sinergie e proposte per costringere la maggioranza del Consiglio Comunale, qualunque essa sia, a mantenere le promesse elettorali e mettere in atto quei radicali cambiamenti di metodi e di persone indispensabili per rilanciare Siena e assicurare il “Buongoverno” ai nostri concittadini.

 

Le elezioni amministrative per il Comune di Siena sono terminate col ballottaggio odierno che ha visto in lizza due schieramenti espressione del “sistema Siena”, nessuno dei quali a nostro parere meritevole di consenso.
Gli elettori, qualsiasi sia il motivo, hanno confermato clamorosamente la tendenza, già manifestata al primo turno, a non farsi coinvolgere più di tanto nello scontro elettorale con una affluenza pari al 55% degli aventi diritto, per cui il vincitore, chiunque esso sia, dovrà subito ammettere di aver avuto il consenso di una parte assolutamente minoritaria del corpo elettorale e dovrà quindi mettersi a lavorare per conquistare tutti gli altri, con la necessaria umiltà e non con l’arroganza che ha caratterizzato le ultime amministrazioni. Dovrà realizzare quei radicali cambiamenti che ha promesso in campagna elettorale, sia nei metodi che nelle persone, ascoltando e rispettando l’opposizione.
Da oggi noi siamo già all’opposizione; un’opposizione costruttiva e non ottusamente preconcetta, disponibile a valutare positivamente atti ritenuti utili per tutti i cittadini, che quindi ci vedrà ben disposti a collaborare con qualsiasi forza politica a patto di basarsi sul rispetto reciproco e la pari dignità, ma pronti anche ad opporci duramente, dentro e fuori il Consiglio Comunale, ad eventuali ulteriori scelte scellerate come quelle che hanno distrutto la nostra meravigliosa Siena. Un’opposizione che intendiamo portare avanti insieme alle forze che hanno dimostrato nei fatti ampie convergenze con i nostri principi, che avevamo tentato di aggregare già come forza elettorale e con le quali abbiamo avuto il buon risultato complessivo di rappresentare circa il 25% dell’elettorato.
Chiediamo quindi al Movimento 5 Stelle e a Sinistra per Siena di aprire un confronto per valutare insieme sinergie e proposte per costringere la maggioranza del Consiglio Comunale, qualunque essa sia, a mantenere le promesse elettorali e mettere in atto quei radicali cambiamenti di metodi e di persone indispensabili per rilanciare Siena e assicurare il “Buongoverno” ai nostri concittadini.

Historia magistra vitae. Le ragioni del non-voto

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Domenica e Lunedì dunque si consuma l’ultimo atto di una lunga, lunghissima campagna elettorale, che ha coinvolto l’intera Città, vittima di una crisi istituzionale e politica senza precedenti.

Oggi, più che mai, appare doveroso ripercorrerne le tappe più importanti.

Dopo la disastrosa giunta Cenni, il centrosinistra (PD, Siena Futura, Riformisti, SEL, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra, cioè Rifondazione Comunista con Comunisti Italiani, presenta alle elezioni, come sindaco, Franco Ceccuzzi, che vince al primo turno con il 54% dei voti, battendo, in ordine, Alessandro Nannini (PDL e Lega Nord), Gabriele Corradi (Liste Civiche, insieme a API, UdC, FLI), Laura Vigni (Sinistra per Siena), ed infine il Movimento 5 Stelle di Pinassi, che non riuscirà a portare nemmeno un consigliere in Comune. Era il Maggio del 2011.

Da allora la Città ha visto il crollo dei conti e di immagine della Banca MPS, sotto la presidenza di Giuseppe Mussari, che chiude il bilancio 2011 della Banca con una perdita colossale di circa 4,6 miliardi di Euro, causata dalla scellerata operazione Antonveneta, concludendo con l’ammissione che essere banchiere non è il suo mestiere. Qualche mese dopo è a capo di tutte le banche, in qualità di presidente ABI.

La naturale scadenza del CdA della Banca impone alla Fondazione, e quindi al Sindaco Ceccuzzi che la controlla, di fare nuove nomine. A questo punto, con un tempismo sospetto, si scatena la crisi del Comune, che vede la spaccatura all’interno della maggioranza, con l’ala dei dissidenti ex Margherita (vicini ad Alfredo Monaci) e consiglieri di area CgiL (Meacci), che non accettano di votare il bilancio consuntivo comunale, in odore di mancate coperture da parte di una Fondazione MPS che non poteva più garantire le erogazioni di sempre. D’altro canto anche le nomine in CdA del Sindaco Ceccuzzi avevano escluso quella stessa parte della maggioranza, e il Pdl …

Il risultato fu: la caduta della Giunta e il conseguente commissariamento. Dunque: buco di bilancio e paralisi dell’azione di governo per la città, già in profonda crisi. La Fondazione MPS, infatti, sprofondata nei debiti, è costretta ad aumenti di capitale a favore della Banca MPS che la inducono a operazioni finanziarie improvvide con banche estere, tali da costringerla a scendere nel controllo azionario di MPS dal 55% (soglia che il PD in campagna elettorale 2011 aveva definito ‘irrinunciabile’) a circa il 36%. Intanto in Banca MPS arriva il nuovo management con il presidente Profumo, sponsorizzato naturalmente dal PD (D’Alema, ma soprattutto Bindi amica intima della moglie), che, prima con qualche tentennamento, ma poi sempre più chiaramente parla “di cattive gestioni precedenti” (di matrice PD), di “perdita di senesità della banca” e anche, purtroppo, “di esternalizzazioni”. Addentrandosi nei conti della banca, poi, si scoprono “Alexandria” e “Santorini”, operazioni top secret su derivati, ancora sotto inchiesta giudiziaria, sottoscritti dal vecchio management MPS (Mussari e Vigni), per coprire le perdite dovute all’incauto acquisto di Antonveneta.

Mussari dunque si dimette da Abi e successivamente sarà rinviato a giudizio per la vicenda Aeroporto di Ampugnano. Da questo momento si scatena una vera gogna mediatica nei confronti della Città, che vive uno dei momenti più tristi, tra scandali, inchieste e reportage giornalistici che descrivono impietosamente il fallimento del “Sistema Siena”. Purtroppo non manca neppure un lutto, che colpisce il cuore di tutti e impone un grave momento di riflessione: dove è finita la Siena che conoscevamo?

I Cittadini, attoniti, ma non rassegnati, rivendicano l’orgoglio di essere Senesi, amanti della propria Città, schierandosi a difesa delle sue Istituzioni. A tale scopo si vede la nascita di organizzazioni quali l’Osservatorio Civico oppure l’Ass. Piccoli Azionisti “Buongoverno MPS”, che animano il dibattito cittadino con incontri pubblici affollati per discutere delle problematiche della Città e proporre qualche tentativo di soluzione. Associazioni e movimenti civici di diversa natura e diversa estrazione politica (per esempio Ass. Pietraserena, Sinistra per Siena, Movimento 5 Stelle, e successivamente Siena C’è di Enrico Tucci, uscito dal PdL e Comitato “Luigi Einaudi”) convogliano le loro energie per stimolare le coscienze e chiedere risposte politiche alla classe dirigente, che, tuttavia, stentano ad arrivare.

Dove erano in quei momenti Valentini e Neri, quando cittadini comuni si battevano, senza apparati, senza macchine organizzative oliate, per chiedere risposte politiche alla crisi e assunzioni di responsabilità per le scelte future?

La risposta è una sola e vale per entrambi i candidati: Neri e Valentini erano impegnati in brighe interne ai loro schieramenti di riferimento, in una continua operazione di mediazione, cuochi di improbabili ricette politiche, attenti a che la maionese non impazzisse.

E tutto questo mentre i Cittadini vedevano la propria città violata da anni di cattive gestioni e nessuno, se non semplici Cittadini, appunto, sembrava veramente preoccuparsene, troppo impegnati com’erano i due sfidanti dell’attuale ballottaggio negli equilibri precarissimi delle proprie coalizioni, con le quali si sarebbero presentati alle elezioni del maggio scorso. Una storia cioè di fazioni, a scapito del bene collettivo.

Ecco dunque legittimata la nostra scelta di sentirsi fuori dalla logica delle fazioni, delle contrapposizioni strumentali, delle tattiche elettorali, degli ondivaghi dentro-fuori e ancora dentro (vedi Marco Falorni: prima dentro, poi fuori dalla coalizione pro Neri …infine …ancora dentro con l’apparentamento). Oppure, prima di lui, il buon Montigiani, prima candidato Sindaco per la Lega e poi candidato consigliere nella lista di Impegno per Siena di Marco Falorni, e adesso pro Neri.

Quante giravolte ancora “per la ragion di patria”?

Lo stesso dicasi del tira e molla all’interno del PD: prima Ceccuzzi, poi fuori Ceccuzzi, dentro Valentini: no, si, ni, infine “si” con l’escamotage della lista “Siena Cambia”, con le anime monaciana e ceccuzziana ben presenti tra i consiglieri di area PD eletti e Valentini praticamente in ostaggio.

E in tutta questa confusione che anche a ripercorrerla a parole si fa fatica a seguire, NOI con chi dovremmo stare???

Noi non abbiamo dubbi: stiamo con i Cittadini di Siena, fin qui vittime di una classe dirigente dimostratasi alla prova dei fatti del tutto inadeguata, dopo averla provocata, ad affrontare la grave crisi in atto della Città. E questa sarà la linea guida della nostra azione in Consiglio Comunale, volta all’esclusivo interesse dell’intera comunità e non di una singola fazione o gruppo, convinti che una buona idea, qualora sia davvero buona, è da sostenere in ogni caso, senza pregiudizi ideologici e faziosi nei confronti di chi la propone.

Questo è quello in cui crediamo e su cui non faremo sconti: la preminenza della legalità sulla ingiustizia, il prevalere della trasparenza sull’inciucio, la vittoria del merito sulle appartenenze.

Questo è quello che siamo, orgogliosamente: Cittadini di Siena!

ASSOCIAZIONE PIETRASERENA

L’ASTENSIONE E’ UNA DICHIARAZIONE DI VOTO

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La votazione del 26 e 27 maggio ha decretato il ballottaggio tra Valentini, esponente del centrosinistra targato Pd, e Neri, sostenuto dallo schieramento denominato Baricentro Civico, votati al primo turno come candidati a sindaco rispettivamente dal 26.2 % (11.520 voti) e dal 15.5 % (6.809 voti) dei 43.870 cittadini senesi aventi diritto al voto.
La affluenza ai seggi è stata di 30.007 (68.39 %) elettori, a fronte dei 34.466 (80.83 %) di febbraio per le politiche e dei 33.781 (76,64 %) del maggio 2011 quando vinse Ceccuzzi al primo turno, votato da 40.4 % dei 44.074 cittadini aventi diritto.
Il primo dato che emerge dal voto è che gran parte degli elettori senesi non hanno ritenuto appetibile nessuna delle proposte politiche sul tappeto, in particolare quella del Pd, che ha perso in due anni, in termini assoluti, ben 5240 voti.
Il secondo dato è che vanno al ballottaggio due spezzoni del “sistema Siena”: quello diciamo “ufficiale” capeggiato da Valentini e  e quello “ufficioso” capeggiato da Eugenio Neri.
Ci permettiamo di fare questa valutazione perchè l’esame delle liste certifica senza dubbi l’influenza di Ceccuzzi, Alberto Monaci e Brandani nello schieramento di Valentini e l’influenza di Alfredo Monaci, Marignani (e quindi Verdini), Cenni e, con il rientro di Falorni alla casa madre, di Pierluigi Piccini in quello di Eugenio Neri.
Chi conosce la storia di Siena degli ultimi venti anni sa che dei responsabili del disastro di Siena non ne manca nessuno.
La nostra lista Cittadini di Siena, che ha conseguito un risultato soddisfacente soprattutto considerando il difficilissimo contesto in cui ci siamo trovati, è nata in decisa ed inequivocabile opposizione al “sistema Siena” per cui non ci riconosciamo in nessuno degli schieramenti in ballottaggio, ma, analogamente a quanto proposto dalle altre liste di vera opposizione, riteniamo corretta l’astensione che in questo caso riveste un ben preciso segnale politico di rifiuto totale della classe dirigente che ci ha rovinato.
Dal giorno dopo il ballottaggio Cittadini di Siena metterà a disposizione della comunità e quindi anche del nuovo sindaco, chiunque sia, le sue idee, le sue competenze, le sue professionalità perchè l’innovazione, il cambio di passo, la legalità e la trasparenza di cui Siena ha disperato bisogno vengano realizzate.
Contestualmente cercheremo un più stretto raccordo con le forze politiche che nei fatti e non solo a parole si sono dimostrate estranee al sistema, augurandoci che questa volta sia data meno importanza alle appartenenze, per realizzare una alternativa capace di riportare i senesi in massa alle urne alle prossime elezioni che, viste le insanabili contraddizioni all’interno dei due schieramenti in ballottaggio, ci immaginiamo vicine.
Enrico Tucci

CITTADINI DI SIENA: Complimenti Falorni, missione compiuta

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Leggiamo con disappunto, ma non con sorpresa, l’annuncio dell’apparentamento ufficiale di Falorni con Neri in vista del ballottaggio del 9 giugno.
Nel giro di pochi mesi, se non settimane, il bravissimo Falorni è riuscito a fondare il Baricentro Civico che oltre a lui metteva (e mette) insieme le truppe di Alfredo Monaci, quelle (mascherate, ma non troppo) di Marignani/Verdini e quelle del sempreverde Cenni, uscirne per gravi contrasti, farsi rieleggere sia pure con qualche fatica in consiglio comunale e rientrare alla base giusto in tempo per il ballottaggio. Incomprensibile se non fosse immediatamente riconoscibile lo stile inimitabile del suo mentore Pier Luigi Piccini. Ora tutto è chiaro: la sortita di Falorni dal Baricentro aveva l’evidente scopo di contrastare la nostra lista, civica davvero ed anche molto civile, che rischiava, per essere sul serio fuori dal coro, di intercettare il grande malcontento dei senesi. Così difatti non è stato. Cittadini di Siena ha conseguito sicuramente un bel risultato, ma (per ora) non ha sfondato. Bravo Falorni, missione compiuta! Ora puoi continuare la tua azione politica accanto a quel Cenni che hai contrastato per dieci anni. Ma sarà stato vero? Poi ci si lamenta che gli elettori non vanno a votare, si dice che “non capiscono”. Eh no, gli elettori stavolta hanno capito tutto e, tra gli alfieri del sistema Siena e una offerta politica della vera opposizione ancora non adeguatamente strutturata, hanno deciso di non pronunciarsi. La prossima volta, probabilmente assai vicina, faremo in modo di dar loro una occasione vera di cambiamento

INTERVISTA SU PRIMA PAGINA DI CHIUSI

SIENA. VERSO IL BALLOTTAGGIO. INTERVISTA A ENRICO TUCCI.

Il leader della lista civica Cittadini di Siena forte del suo 6% del primo turno: ” Escludo fin da ora un apparentamento”

 

SIENA – 1.936 voti personali per un 6,64%, mentre la sua lista civica CITTADINI DI SIENA, ha avuto 1.673 voti per un 6,52%. Numeri di tutto rispetto, che lo porteranno ancora una volta in consiglio comunale, e da far pesare per il ballottaggio. Ma nessuna apertura da parte del Dott. Tucci, ex PDL uscito tempo fa polemicamente dal raggruppamento di centro-destra. Vedremo come andrà a finire. Abbiamo fatto qualche domanda al Dott. Tucci.

1) Il suo ottimo risultato e analisi generale del voto-

Giudico il risultato della nostra lista Cittadini di Siena molto soddisfacente in considerazione del fatto che nome e simbolo sono stati scelti a meno di due mesi dal voto, della difficoltà a farsi prendere in considerazione da una informazione portata a privilegiare i “soliti noti”, della presenza di liste chiaramente “di disturbo”. Il ballottaggio tra Valentini e Neri era ampiamente previsto dagli addetti ai lavori, così come la ampia forbice tra i due. Le vere novità rispetto alle previsioni, oltre al nostro risultato, sono stati il ridimensionamento del Movimento 5Stelle e il fatto, inusitato per Siena, che un terzo dell’elettorato non si è recato alle urne. Sono ambedue fenomeni che si potrebbero frettolosamente liquidare come ascrivibili a tendenze nazionali, che effettivamente si sono verificate, ma questa argomentazione non regge qui a Siena con quello che è successo a livello di Monte dei Paschi e di Fondazione prima delle elezioni. Credo che gli elettori si siano astenuti non perché genericamente nauseati dalla politica, ma perché le forze politiche che vogliono un vero cambiamento non sono riuscite ad articolare una proposta credibile che facesse davvero intravedere la possibilità di un completo ricambio della classe dirigente.

2) Eventuali indicazioni per il ballottaggio?

Come è doveroso avrò un colloquio con entrambi i protagonisti del ballottaggio, ma fin da ora mi sento di escludere la eventualità di un apparentamento perché non siamo a caccia di poltrone, ma vogliamo semmai incidere sul governo futuro della città affermando i principi di ripristino della legalità e della trasparenza della azione amministrativa che sono stati uno dei punti forti della nostra campagna elettorale. Accoglieremo con favore le possibili aperture in questa direzione e nella direzione di un effettivo rinnovo della classe dirigente e ci regoleremo di conseguenza.

3. Le liti nel Pd possono favorire Neri?

Le liti pubbliche tra il candidato Valentini e il segretario comunale (dimissionario) del Pd dimostrano inequivocabilmente che a Siena il centrosinistra è a fine corsa. Purtroppo anche le liste di Neri ospitano troppi protagonisti del sistema Siena per risultare una credibile alternativa e quindi se ne avvantaggeranno relativamente. Molto probabilmente Valentini vincerà il ballottaggio, magari anche largamente, ma non riuscirà a governare. Da domani il nostro compito, impegnativo ma affascinante, sarà quello di farci propulsori di un nuovo soggetto politico, rigorosamente civico, che possa anche attraversare i due schieramenti e riportare a votare i cittadini senesi per realizzare finalmente un reale cambiamento.

4. Le sue priorità in Consiglio comunale

Le nostre priorità per il Consiglio Comunale, che rappresenteremo ai candidati in ballottaggio, sono in prima istanza provvedimenti che assicurino la legalità e la trasparenza della azione amministrativa. Chiediamo pertanto a Neri e Valentini che il comune di Siena adotti ed attui la “Carta di Pisa”, il codice etico per la legalità e la trasparenza negli enti locali e che rapidamente sia attuato l’ Open Municipio, ovvero una interfaccia web già operativa in altri comuni italiani che assicura a tutti i cittadini la possibilità di monitorare in tempo reale l’attività degli eletti e della struttura amministrativa. Contestualmente dovrà essere effettuata una certificazione del reale stato dei conti del comune ed una profonda riorganizzazione della “macchina” comunale tale da permettere di reperire risorse da impegnare immediatamente nel sociale, il settore maggiormente in sofferenza in questo momento di crisi generalizzata. Sempre tra i primi atti del Consiglio Comunale ci aspettiamo dal nuovo sindaco una azione di responsabilità nei confronti della Deputazione Generale e della Deputazione Amministratrice della Fondazione MPS che hanno portato una fondazione bancaria un tempo ricchissima a ritrovarsi indebitata. L’insieme di questi provvedimenti potrebbe segnare l’inizio di un nuovo più corretto rapporto tra la cittadinanza e e una amministrazione comunale che negli ultimi anni si è purtroppo dimostrata opaca e autoreferenziale. Su questi provvedimenti non faremo mancare il nostro appoggio concreto, nell’interesse della comunità.

David Busato