Historia magistra vitae. Le ragioni del non-voto

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Domenica e Lunedì dunque si consuma l’ultimo atto di una lunga, lunghissima campagna elettorale, che ha coinvolto l’intera Città, vittima di una crisi istituzionale e politica senza precedenti.

Oggi, più che mai, appare doveroso ripercorrerne le tappe più importanti.

Dopo la disastrosa giunta Cenni, il centrosinistra (PD, Siena Futura, Riformisti, SEL, Italia dei Valori, Federazione della Sinistra, cioè Rifondazione Comunista con Comunisti Italiani, presenta alle elezioni, come sindaco, Franco Ceccuzzi, che vince al primo turno con il 54% dei voti, battendo, in ordine, Alessandro Nannini (PDL e Lega Nord), Gabriele Corradi (Liste Civiche, insieme a API, UdC, FLI), Laura Vigni (Sinistra per Siena), ed infine il Movimento 5 Stelle di Pinassi, che non riuscirà a portare nemmeno un consigliere in Comune. Era il Maggio del 2011.

Da allora la Città ha visto il crollo dei conti e di immagine della Banca MPS, sotto la presidenza di Giuseppe Mussari, che chiude il bilancio 2011 della Banca con una perdita colossale di circa 4,6 miliardi di Euro, causata dalla scellerata operazione Antonveneta, concludendo con l’ammissione che essere banchiere non è il suo mestiere. Qualche mese dopo è a capo di tutte le banche, in qualità di presidente ABI.

La naturale scadenza del CdA della Banca impone alla Fondazione, e quindi al Sindaco Ceccuzzi che la controlla, di fare nuove nomine. A questo punto, con un tempismo sospetto, si scatena la crisi del Comune, che vede la spaccatura all’interno della maggioranza, con l’ala dei dissidenti ex Margherita (vicini ad Alfredo Monaci) e consiglieri di area CgiL (Meacci), che non accettano di votare il bilancio consuntivo comunale, in odore di mancate coperture da parte di una Fondazione MPS che non poteva più garantire le erogazioni di sempre. D’altro canto anche le nomine in CdA del Sindaco Ceccuzzi avevano escluso quella stessa parte della maggioranza, e il Pdl …

Il risultato fu: la caduta della Giunta e il conseguente commissariamento. Dunque: buco di bilancio e paralisi dell’azione di governo per la città, già in profonda crisi. La Fondazione MPS, infatti, sprofondata nei debiti, è costretta ad aumenti di capitale a favore della Banca MPS che la inducono a operazioni finanziarie improvvide con banche estere, tali da costringerla a scendere nel controllo azionario di MPS dal 55% (soglia che il PD in campagna elettorale 2011 aveva definito ‘irrinunciabile’) a circa il 36%. Intanto in Banca MPS arriva il nuovo management con il presidente Profumo, sponsorizzato naturalmente dal PD (D’Alema, ma soprattutto Bindi amica intima della moglie), che, prima con qualche tentennamento, ma poi sempre più chiaramente parla “di cattive gestioni precedenti” (di matrice PD), di “perdita di senesità della banca” e anche, purtroppo, “di esternalizzazioni”. Addentrandosi nei conti della banca, poi, si scoprono “Alexandria” e “Santorini”, operazioni top secret su derivati, ancora sotto inchiesta giudiziaria, sottoscritti dal vecchio management MPS (Mussari e Vigni), per coprire le perdite dovute all’incauto acquisto di Antonveneta.

Mussari dunque si dimette da Abi e successivamente sarà rinviato a giudizio per la vicenda Aeroporto di Ampugnano. Da questo momento si scatena una vera gogna mediatica nei confronti della Città, che vive uno dei momenti più tristi, tra scandali, inchieste e reportage giornalistici che descrivono impietosamente il fallimento del “Sistema Siena”. Purtroppo non manca neppure un lutto, che colpisce il cuore di tutti e impone un grave momento di riflessione: dove è finita la Siena che conoscevamo?

I Cittadini, attoniti, ma non rassegnati, rivendicano l’orgoglio di essere Senesi, amanti della propria Città, schierandosi a difesa delle sue Istituzioni. A tale scopo si vede la nascita di organizzazioni quali l’Osservatorio Civico oppure l’Ass. Piccoli Azionisti “Buongoverno MPS”, che animano il dibattito cittadino con incontri pubblici affollati per discutere delle problematiche della Città e proporre qualche tentativo di soluzione. Associazioni e movimenti civici di diversa natura e diversa estrazione politica (per esempio Ass. Pietraserena, Sinistra per Siena, Movimento 5 Stelle, e successivamente Siena C’è di Enrico Tucci, uscito dal PdL e Comitato “Luigi Einaudi”) convogliano le loro energie per stimolare le coscienze e chiedere risposte politiche alla classe dirigente, che, tuttavia, stentano ad arrivare.

Dove erano in quei momenti Valentini e Neri, quando cittadini comuni si battevano, senza apparati, senza macchine organizzative oliate, per chiedere risposte politiche alla crisi e assunzioni di responsabilità per le scelte future?

La risposta è una sola e vale per entrambi i candidati: Neri e Valentini erano impegnati in brighe interne ai loro schieramenti di riferimento, in una continua operazione di mediazione, cuochi di improbabili ricette politiche, attenti a che la maionese non impazzisse.

E tutto questo mentre i Cittadini vedevano la propria città violata da anni di cattive gestioni e nessuno, se non semplici Cittadini, appunto, sembrava veramente preoccuparsene, troppo impegnati com’erano i due sfidanti dell’attuale ballottaggio negli equilibri precarissimi delle proprie coalizioni, con le quali si sarebbero presentati alle elezioni del maggio scorso. Una storia cioè di fazioni, a scapito del bene collettivo.

Ecco dunque legittimata la nostra scelta di sentirsi fuori dalla logica delle fazioni, delle contrapposizioni strumentali, delle tattiche elettorali, degli ondivaghi dentro-fuori e ancora dentro (vedi Marco Falorni: prima dentro, poi fuori dalla coalizione pro Neri …infine …ancora dentro con l’apparentamento). Oppure, prima di lui, il buon Montigiani, prima candidato Sindaco per la Lega e poi candidato consigliere nella lista di Impegno per Siena di Marco Falorni, e adesso pro Neri.

Quante giravolte ancora “per la ragion di patria”?

Lo stesso dicasi del tira e molla all’interno del PD: prima Ceccuzzi, poi fuori Ceccuzzi, dentro Valentini: no, si, ni, infine “si” con l’escamotage della lista “Siena Cambia”, con le anime monaciana e ceccuzziana ben presenti tra i consiglieri di area PD eletti e Valentini praticamente in ostaggio.

E in tutta questa confusione che anche a ripercorrerla a parole si fa fatica a seguire, NOI con chi dovremmo stare???

Noi non abbiamo dubbi: stiamo con i Cittadini di Siena, fin qui vittime di una classe dirigente dimostratasi alla prova dei fatti del tutto inadeguata, dopo averla provocata, ad affrontare la grave crisi in atto della Città. E questa sarà la linea guida della nostra azione in Consiglio Comunale, volta all’esclusivo interesse dell’intera comunità e non di una singola fazione o gruppo, convinti che una buona idea, qualora sia davvero buona, è da sostenere in ogni caso, senza pregiudizi ideologici e faziosi nei confronti di chi la propone.

Questo è quello in cui crediamo e su cui non faremo sconti: la preminenza della legalità sulla ingiustizia, il prevalere della trasparenza sull’inciucio, la vittoria del merito sulle appartenenze.

Questo è quello che siamo, orgogliosamente: Cittadini di Siena!

ASSOCIAZIONE PIETRASERENA

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