CITTADINI DI SIENA: Non hanno vinto gli Innovatori, ma il Partito

In questi giorni la attenzione mediatica nazionale si è di nuovo appuntata su Siena ed in particolare sul consiglio comunale straordinario del 12 luglio dedicato all’indirizzo da dare alla Fondazione Mps in occasione della sua partecipazione alla assemblea straordinaria dei soci della Banca convocata per il 18 luglio, con all’ordine del giorno anche la modifica dell’art.9 dello statuto e conseguente abolizione del tetto del 4% al voto dei soci privati.
Tutti gli organi di stampa hanno ad arte presentato la contesa in atto in consiglio comunale come uno scontro tra Innovatori ed Oscurantisti, non tralasciando di ricordare, forzando i fatti, che l’abolizione del vincolo del 4% era prescritta dalla Repubblica Italiana, dagli organi di controllo bancari ed imposta dall’Europa.
Gli Innovatori hanno vinto: la maggioranza ha approvato la sua mozione, senza toccarne una virgola, nella quale non si dice un bel niente e quindi si dà alla Fondazione, che ne ha infatti subito approfittato, il via libera alla abolizione.
Gli Oscurantisti, gente arretrata con l’anello al naso, che in nome della mai troppo abusata “senesità” avevano l’insana la pretesa di mantenere la presa della Fondazione sulla Banca sono stati fortunatamente sconfitti.
Per quanto ci riguarda, come gruppo consiliare Cittadini di Siena, non ci riconosciamo affatto in questa rappresentazione riduttiva e un po’ caricaturale della realtà.
Lo scontro non è stato affatto tra Innovatori ed Oscurantisti, ma tra chi ha sostenuto le ragioni di un Partito, i cui vertici stanno in ben altre sedi e si dimostrano capaci di condizionare pesantemente i media, e chi ha sostenuto semplicemente le ragioni della Comunità, da quello stesso Partito impoverita ed umiliata, con un documento unitario che supera le divisioni emerse in occasione del ballottaggio.
La nostra posizione è stata chiara e, giudichino i cittadini, del tutto ragionevole: nessun pregiudizio alla abolizione del tetto del 4 % se dimostrato utile alla Banca Mps, ma non ora, da parte di una Fondazione a fine mandato e quindi senza alcuna possibilità di vera interlocuzione col management della Banca, con ricadute non sufficientemente discusse e senza che vengano prese in esame proposte alternative alla abolizione tout court che pure potrebbero essere avanzate.
La nostra richiesta, che sappiamo condivisa da molti consiglieri della maggioranza poi costretti dalle circostanze al “muro contro muro”, era semplicemente che la questione fosse rimandata del poco tempo necessario all’insediamento dei nuovi Organi Amministrativi della Fondazione Mps, tra l’altro designati con le nuove regole che ridimensionano la rappresentanza “politica”. Il 4 agosto è molto vicino, tutta questa fretta sinceramente ci è sembrata sospetta. Speriamo ardentemente di esserci sbagliati.

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