Intervista di Enrico Tucci su Prima Pagina di Chiusi: SIENA. IL FUTURO DI MPS IN VISTA DELL’ASSEMBLEA DEI SOCI DI GIOVEDI’. IL PARERE DI ENRICO TUCCI IL CONSIGLIERE DI MINORANZA DI CITTADINI DI SIENA: “SOLO LA NUOVA DEPUTAZIONE POTREBBE AVERE L’AUTOREVOLEZZA DI “TRATTARE” CON PROFUMO”

SIENA – Giorni cruciali nella città del Palio. giovedì 18 Luglio, si terrà l’Assemblea dei soci che dovrà decidere, tra le altre cose del famoso vincolo del 4%. L’articolo della discordia è il 9, anche se verrranno discusse modifiche di altri articoli. Il prospetto informativo dell’assemblea (ritrovabile al sito www.mps.it) dichiara: “Il progetto portato all’attenzione dell’Assemblea contempla proposte di modifiche statutarie di portata diversa. La prima modifica che si sottopone alla deliberazione dell’Assemblea riguarda l’eliminazione del limite massimo al possesso azionario pari al 4% per i soci diversi dalla Fondazione Monte dei Paschi di Siena previsto dal vigente art. 9 dello statuto sociale. La modifica proposta, che verrà esaminata più in dettaglio nel prosieguo, risponde, principalmente, alla richiesta formulata dalla Banca d’Italia di rimuovere tale limite che potrebbe ostacolare la realizzazione dell’operazione di aumento di capitale deliberata dall’Assemblea Straordinaria dei Soci il 9 ottobre 2012 e realizzabile, in ragione dell’esclusione del diritto di opzione, con il potenziale ingresso di investitori terzi interessati. Ciò risulta anche applicabile ad ogni altra operazione di rafforzamento patrimoniale che potrebbe prospettarsi nel prossimo futuro”. Nella modifica introdotta al suddetto articolo la correzione sarebbe netta e precisa: “Non sono previsti limiti al possesso di azioni della Società”.

In questi mesi, feroci polemiche sono nate sul famoso tetto del 4%. Anche Venerdì 12 Luglio in un Consiglio comunale fiume, ci sono state versioni e posizioni contrapposte. Uno degli esponenti della minoranza, Enrico Tucci, di Cittadini di Siena, a caldo aveva scritto: “Oggi la città di Siena ha perso una grande occasione, quella di trovarsi unita di fronte ad una evidente forzatura che mette a repentaglio forse irreparabilmente il secolare legame con la sua Banca. In consiglio comunale maggioranza e minoranza non sono riuscite ad arrivare ad una posizione condivisa su di una questione sulla quale, con minime sfumature, tutti i consiglieri erano apparentemente d’accordo: la opportunità che la modifica dell’art. 9 dello statuto della Banca MPS, che stabilisce un tetto del 4% per il diritto di voto dei soci privati, non dovesse aver luogo il prossimo 18 luglio ad opera di una Fondazione in imminente scadenza di mandato, ma dovesse casomai essere gestita, con tutte le cautele del caso, dalla nuova Fondazione che si insedierà il prossimo 4 agosto”.

In merito a questo ed anche ad altro abbiamo fatto qualche domanda al Dott. Enrico Tucci.

1) Tranciato definitivamente il cordone ombelicale banca-città?

E’ molto probabile che tutta questa fretta di abolire il vincolo del 4% al tetto di voto dei soci privati preluda ad un rapido aumento di capitale attuato con un nuovo socio scelto da Profumo in beata solitudine senza dover sentire l’opinione di nessuno se non quella dei suoi referenti, che sicuramente non stanno a Siena. Noi non siamo affatto pregiudizialmente contrari a questa modifica di statuto della Banca MPS, ma riteniamo che vada posta all’attenzione della nuova Deputazione della Fondazione che si insedierà il 4 agosto. Non è detto per esempio che non esistano alternative alla abolizione tout court del vincolo che potrebbe essere portato ad una diversa e più alta percentuale, diciamo dell’ordine del 8-10%, cogente per tutti, Fondazione inclusa. Così come non è scritto da nessuna parte che l’aumento di capitale di un miliardo, se basterà, debba essere sostenuto interamente da un solo socio che diventerebbe de ipso il padrone (MPS capitalizza attualmente in Borsa meno di due miliardi e mezzo): si potrebbe pensare a dieci soci che sottoscrivano ognuno cento milioni, e così via. Solo la nuova Deputazione potrebbe avere l’autorevolezza di “trattare” con Profumo su questo tema di cruciale importanza per Siena che vorremmo far uscire da questa vicenda con una Fondazione che conservi un minimo di patrimonio al netto dei debiti.

2)Dialettica maggioranza-opposizione in Consiglio. Sue valutazioni.

La vicenda ha ricompattato le opposizioni dopo la vicenda del ballottaggio e ha dimostrato crepe nella maggioranza. Mi riferisco non tanto al voto pro conservazione del 4% da parte di due esponenti di Siena Cambia (teoricamente in maggioranza) facenti riferimento alla associazione Confronti di Alberto Monaci, quanto al fatto che gran parte dei consiglieri di maggioranza era in realtà favorevole al rinvio della decisione da parte della Fondazione e c’è stata una evidente forzatura del Capogruppo Pd per riportarli all’ovile. Per questa volta è andata così, anche perchè la fuga in avanti dei due di Siena Cambia è apparsa quasi provocatoria, ma per il futuro non giurerei affatto sulla compattezza della maggioranza e nemmeno dello stesso gruppo consiliare Pd, diviso tra ceccuziani e valentiniani. Il sindaco Valentini per questa volta non ha ritenuto di esporsi più di tanto, avendo affermato comunque che ci troviamo in questa situazione per colpa di “una banda di delinquenti” e non mi sembra poco. In futuro, anche in relazione alla dialettica tra renziani e non all’interno di un Pd più lacerato che mai, potrebbe esserci qualche novità interessante.

3) Cosa prevede per il 18 Luglio?

Il 18 luglio, a meno di avvenimenti imprevisti e ad oggi imprevedibili, mi aspetto che Mancini come presidente della Fondazione Mps voti a favore di tutte le modifiche di statuto della Banca Mps richieste da Profumo, inclusa quella dell’art. 9 che appunto fissa il famoso tetto del 4%. D’altra parte Mancini ha davanti a sé un’occasione unica per riscattarsi degli errori passati, dall’avallo dell’acquisto di Antonveneta in giù. Speriamo che la colga.

David Busato

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