CITTADINI DI SIENA: Le bugie sul “4%” hanno le gambe corte

Il 18 luglio l’assemblea straordinaria dei soci di Banca MPS, grazie al voto decisivo del presidente della Fondazione, ha approvato diverse modifiche allo statuto della Banca, tra cui la controversa abolizione del vincolo del 4% al diritto di voto dei soci privati. Nei giorni precedenti l’Assemblea abbiamo assistito ad un duro scontro, in città e nel consiglio comunale, tra i favorevoli alla abolizione e i contrari, bollati come oscurantisti e retrogradi anche e soprattutto dai grandi organi nazionali di (dis)informazione. Gli illuminati sostenitori della abolizione del vincolo fondavano la loro posizione su due argomenti principali: la sicurezza di un aumento consistente del valore del titolo MPS che avrebbe rinfrancato gli azionisti e permesso alla Fondazione di pagare quanto prima i suoi debiti e la richiesta non eludibile da parte della Commissione Europea che in caso contrario avrebbe bollato i (Tre)Monti bond come aiuti di Stato costringendo la Banca al fallimento.
Oggi 28 luglio abbiamo la prova provata che, ancora una volta, ci hanno voluto prendere in giro per consentire a Profumo piena libertà di azione senza doversela vedere con la nuova Fondazione.
Oggi 28 luglio il titolo ha perso quasi il 2% del suo valore, alla faccia del rialzo previsto dai furbetti locali e nazionali, ma soprattutto abbiamo appreso che per la Commissione Europea tutto quello che Profumo e Viola hanno venduto come già fatto è largamente insufficiente. Oggi il Financial Times titola “Brussels gets though on Monte dei Paschi” ed effettivamente Almunia in una lettera del 16 luglio ci va giù duro, avvertendo l’ineffabile Saccomanni, l’ennesimo “tecnico” inconcludente, che senza modifiche “urgenti” sarà costretto ad avviare una procedura che potrà durare sei mesi come oltre un anno e portare alla fine a sanzioni o al rimborso forzato del prestito statale. Tra le altre considerazioni negative (stima “considerevolmente gonfiata” della perdita di 5.000 posti di lavoro se costretti a tagliare le attività di trading proprietario, mancanza di impegni per gestione adeguata della Banca al momento della fine del finanziamento BCE, pagamento discrezionale dei coupon a certi detentori di obbligazioni, etc.), Almunia punta il dito anche sulle retribuzioni eccessive degli amministratori “that are well in excess of what has been accepted by the European Commission in comparable cases”. Da rimanere senza parole. Ci sembra che ce ne sia abbastanza per dichiararci sconcertati e per annunciare, speriamo con la più larga convergenza possibile, la presentazione, in occasione del prossimo consiglio comunale, di una mozione perché il Comune eserciti quanto prima nei confronti degli organi amministrativi della Fondazione MPS, a cui dobbiamo questa incresciosa situazione, una azione di responsabilità che oggi sembra quanto mai doverosa.

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