Archivio mensile:agosto 2013

Cittadini di Siena : il duello tra Ceccuzzi e Valentini paralizza la Fondazione e la Città

Al peggio non c’è mai fine. Anche ieri la terza riunione della Deputazione Generale si è chiusa con un nulla di fatto, senza la designazione dei membri della Deputazione Amministratrice e del Presidente. Al danno si è aggiunta anche la beffa: da una parte qualcuno ha dichiarato, con sublime sprezzo del ridicolo, che c’era stato stavolta un indispensabile approfondimento su eventuali incompatibilità, dall’altra l’Unto del Signore Paolucci, forte della sua dichiarata provenienza vaticana (e in evidente conflitto di interesse, ma ne riparleremo) ironizza sulle lungaggini e praticamente ci dà, ai senesi, degli imbecilli. Abbiamo paura che non abbia tutti i torti: nel mentre che all’interno della Deputazione Generale impazza il duello, tutto interno al Pd senese, tra Ceccuzzi e Valentini, squallida continuazione di quello tra Ceccuzzi e Monaci senior, l’attività del Comune è paralizzata, della prossima convocazione del consiglio comunale non c’è ancora notizia, il bilancio di previsione incombe e il Sindaco, tra una dichiarazione inopportuna e una convocazione in Procura, trova il tempo di occuparsi di Suvignano, ma non di Siena.
A questo punto, se la maggioranza che ha vinto le elezioni non è in grado di governare, la minoranza ha il dovere di metterla davanti alle sue contraddizioni. Da parte nostra un primo passo è stato fatto proponendo candidature senesi di grande livello. E’ giunto il momento che anche le altre forze dell’opposizione prendano una posizione decisa dicendo se queste candidature riscontrano anche il loro gradimento, proponendone magari altre, promuovendo una azione di ricomposizione che consenta possibilmente una proposta più articolata e condivisa, tale da mettere alle corde di fronte alla opinione pubblica senese e non solo, questo Pd, partito-tribù interessato solo alla propria sopravvivenza. Noi siamo a disposizione

TUCCI VIGNI: il Presidente della Fondazione deve essere senese, competente e lontano dai partiti

La lobby di potere che governa Siena sembra ancora insoddisfatta dei disastri che ha perpetrato e continua imperterrita con i soliti censurabili metodi.
Per dare un forte segnale di discontinuità e finalmente di efficienza, la scelta dei nuovi vertici della Fondazione MPS, già in difficoltà a causa di nomine non adeguate nella Deputazione Generale, doveva essere rapida e senza ombre di ingerenze esterne alla Comunità, dando in questo modo il primo segnale di vero cambiamento. Sarebbestatonecessario procedere senza esitazioni con metodi nuovi privilegiando requisiti di competenza e di conoscenza del territorio invece dell’appartenenza partitica e dell’equilibrismo politico.
Assistiamo invece ancora una volta al solito inopportuno balletto di improponibili nomi calati dall’alto, ovvero da quella partitocrazia che così tanti danni ha fatto alla nostra Città, distruggendo in pochi anni l’immenso patrimonio della Banca e della Fondazione MPS. Il Pd, incorreggibile, porta nella Deputazione Generale della Fondazione i suoi conflitti interni rendendoci tutti ridicoli agli occhi del mondo.
Da parte nostra non intendiamo tollerare più queste offese alla dignità e all’orgoglio di Siena e quindi rigettiamo qualsiasi nominativo riferibile al distorto sistema dei partiti o, peggio ancora, delle lobby di ogni tipo.
Certi della assoluta necessità di porre un Senese autentico alla guida dell’Ente economico più rappresentativo del territorio, indichiamo pubblicamente i seguenti nominativi, che riteniamo appropriati sia come componenti della deputazione Amministratrice che come Presidente della Fondazione MPS: Emilio Giannelli, Piero Pisanu, Norberto Sestigiani.
Persone con adeguati e documentati requisiti professionali, ma soprattutto in possesso di quelli di appartenenza al territorio e di passione civica, ampiamente dimostrati in questi anni difficili, che saranno fondamentali per rilanciare e assicurare un futuro alla Fondazione MPS attualmente in gravi difficoltà gestionali ed economiche.
Siamo certi che persone normali, competenti, appartenenti alla Comunità e dotate dello spirito civico che la contraddistingue, non avrebbero mai avallato le scelte scellerate che ci hanno precipitato in questa incresciosa situazione, mettendo forse irrimediabilmente a rischio la senesità della Banca e della Fondazione MPS. Scelte sulle quali deve essere fatta assoluta chiarezza avviando immediatamente le procedure per l’azione di responsabilità da noi richiesta in consiglio comunale.
Puntiamo su persone di grande livello, che riteniamo disponibili ad impegnarsi in questo difficile compito a titolo pressochè gratuito, capaci di dare un segnale di grande responsabilità, di etica, di trasparenza e di rispetto per una Comunità profondamente mortificata dai comportamenti spregiudicati e dagli sprechi dei precedenti amministratori.

 Enrico Tucci, consigliere comunale (Cittadini di Siena)

 Laura Vigni, consigliere comunale (Sinistra per Siena, PRC, SsM)

Chiarezza sulla richiesta di “azione di responsabilità” del Comune nei confronti degli amministratori della Fondazione MPS

Sui giornali, essenzialmente on line, su alcuni blog e su Facebook in questi giorni si sono intersecati interventi, da parte di vari esponenti della minoranza, su quanto accaduto nel consiglio comunale del 8 agosto in merito alla richiesta di una azione di responsabilità nei confronti della Fondazione Mps per i disastri perpetrati in evidente violazione dello statuto.
Poichè abbiamo modo di ritenere che anche l’osservatore più attento a questo punto possa avere le idee un po’ confuse proviamo a ricapitolare quanto è accaduto, avvalendoci dei documenti ufficiali.

Nell’Ordine del Giorno del consiglio comunale del giorno 8 agosto erano iscritte tre mozioni (per i non addetti ai lavori la mozione è in sintesi una proposta rivolta agli organi di governo, sindaco e giunta, prevede una illustrazione da parte del proponente, una discussione plenaria, dichiarazioni di voto e votazione), la seconda delle quali, che riportiamo integralmente a seguire, era presentata da Cittadini di Siena (Tucci), Movimento Siena 5 Stelle (Aurigi e Pinassi) e Sinistra per Siena (Vigni).
La trovate nel blog nella sezione consiglio comunale 8 agosto 2013 tra le mozioni al numero 4.02.

Oggetto: richiesta di azione di responsabilità nei confronti degli Organi Amministrativi della Fondazione MPS.

Premesso

che la Fondazione MPS, come recita l’art. 1 del suo statuto, è un’emanazione del territorio e della Comunità Senese, avendo ricevuto in conferimento l’enorme patrimonio mobiliare ed immobiliare dell’ex Istituto di Credito di Diritto Pubblico Monte dei Paschi di Siena, a sua volta erede diretto del Monte dei Paschi di Siena “creato per voto della Magistratura e del Popolo senese nel 1622 ( …) e poi riunito al Monte dei Paschi di Siena fondato nel 1472”;

che gli art. 3 e 4 dello Statuto della Fondazione MPS prescrivono, tra le varie cose, che “La Fondazione persegue i propri fini istituzionali salvaguardando la consistenza del suo patrimonio e promuovendone la valorizzazione. Amministra il proprio patrimonio secondo criteri prudenziali di rischio e di economicità tali da conservare il valore ed ottenere un’adeguata redditività. Amministra le partecipazioni detenute nel rigoroso rispetto delle finalità statutarie”, e che “La Fondazione non può contrarre debiti per un importo complessivo superiore al 20% del proprio patrimonio”;

che in più occasioni sono state presentate nelle sedute del passato Consiglio Comunale interrogazioni e mozioni sulla sempre più pesante situazione della Fondazione MPS e della Banca MPS da essa controllata e/o partecipata, senza ottenere adeguate risposte;

considerato

che il titolo di Banca MPS, avendo perso il 95% del suo normale valore, è ormai da tempo a valori minimi, e di conseguenza è sempre più esiguo il patrimonio della Fondazione MPS, poco accortamente concentrato su questo unico asset;

che la partecipazione della Fondazione MPS nella Banca MPS si è sempre ridotta, attestandosi ora a ca. il 33%, e che, anche alla luce della modifica dello statuto votata dalla Fondazione MPS del limite di voto al 4% per i soci privati, è necessariamente destinata a ridursi ulteriormente e pesantemente;

che la Fondazione MPS ha inopportunamente contratto debiti per fronteggiare l’ultimo aumento di capitale, a fronte dei quali ha concesso in garanzia tutte le quote della Banca MPS rimaste attualmente in suo possesso;

che il tutto debba addebitarsi all’approvazione che la Fondazione MPS, già azionista di maggioranza assoluta ed ora di maggioranza relativa (ma maggioranza assoluta nelle Assemblee dei soci MPS) non ha mai fatto mancare alle spericolate operazioni architettate dal vertice della Banca MPS (vedasi soprattutto acquisizione della Banca 121 e della Banca Antonveneta, ma non solo);

che la Fondazione MPS è rimasta del tutto indifferente al fatto che alcune voci, anche di ex dirigenti della Banca MPS, proprio nelle Assemblee dei soci della Banca MPS si siano levate a dimostrare l’assoluta perniciosità delle scelte gestionali della Banca stessa;

che a seguito di tale sciagurata gestione la Banca MPS abbia smesso quasi subito di produrre utili, e subito dopo a dichiarare perdite nella gestione tipica, coperte contestualmente dalle plusvalenze ricavate dalla vendita di cespiti attivi (immobili e partecipazioni) fino a dover dichiarare negli ultimi due esercizi perdite per un totale di 8mld di euro, per cui dei 20mld stimati all’atto della privatizzazione del 1995, alla data odierna ne residuano appena 2,4;

che conseguentemente la Fondazione MPS ha visto ridursi il proprio capitale – rappresentato originariamente dal possesso dell’intero capitale della Banca più l’ingente patrimonio proprio – a neanche 700mln in massima parte rappresentati da azioni della Banca cedute in pegno come sopra detto

che come ulteriore pesante conseguenza, la Fondazione non eroga più risorse al suo territorio di riferimento;

che tutto ciò è avvenuto nell’arco temporale di appena una quindicina di anni, per cui si è trattato di una perdita annua di ricchezza valutabile a ben oltre 1,5mld all’anno, senza mai che gli organi dirigenti della Fondazione abbiano sollevato la minima osservazione, anzi approvando in ogni sede ed entusiasticamente il proprio operato e quello della Banca MPS;

tutto ciò premesso e considerato

si chiede al Sig. Sindaco

di intraprendere un’azione di responsabilità nei confronti dei componenti degli Organi Amministrativi della Fondazione MPS che saranno ritenuti responsabili di avere agito in difformità di quanto prescritto dallo statuto e di avere compiuto una serie impressionante di errori gestionali, causando la perdita del controllo e della Senesità della Banca MPS, una spaventosa distruzione di patrimonio e un ingente indebitamento della Fondazione MPS, che potrebbe portare a breve alla perdita quasi totale della residua partecipazione nella Banca MPS e a mettere in dubbio la sopravvivenza della stessa Fondazione MPS.

All’Ordine del Giorno dello stesso consiglio comunale era iscritta, al numero 10, una interrogazione (per i non addetti ai lavori le interrogazioni prevedono una breve illustrazione, una risposta da parte degli organi di governo Sindaco e Assessore competente, e una dichiarazione di soddisfazione o insoddisfazione da parte dell’interpellante. Non prevedono né discussione né voto) presentata da Nero su Bianco (Cortonesi, Bianchini), Moderati di Centrodestra (Staderini, Corsi), Siena Rinasce (Giordano), Impegno per Siena (Falorni) che a seguire riportiamo integralmente (la trovate al numero 1.10 delle interrogazioni)

“Al Signor Sindaco del Comune di Siena
I sottoscritti consiglieri comunali presentano la seguente interrogazione avente come oggetto Fondazione MPS – azione di responsabilità verso gli amministratori

Ritenuto che ogni cittadino senese abbia il dovere di vigilare affinché il patrimonio pubblico venga correttamente e proficuamente gestito, nell’interesse della collettività. Tra questi anche la ex proprietà della Banca MPS, esercitata oggi per il tramite della Fondazione MPS.
Considerato che gli organi amministrativi della Fondazione MPS (Deputazione di Indirizzo e Deputazione Amministratrice) nel mandato che è in scadenza, hanno visto ridurre in maniera importante il patrimonio di proprietà, oltre a contrarre una situazione debitoria di rilevante entità
CHIEDONO DI CONOSCERE
se il Sindaco ritenga opportuno, nell’interesse della comunità senese, valutare la possibilità di effettuare una verifica se gli amministratori del mandato amministrativo in scadenza, hanno operato in conformità alla legge, allo statuto e scopo della Fondazione MPS e posto buona diligenza nella gestione del patrimonio amministrato.”

Questa interrogazione non è nemmeno stata illustrata per mancanza di tempo (alle interrogazioni vengono dedicati in totale 90 m’ in ogni seduta e in questa occasione siamo arrivati alla n. 8).

Nel corso della discussione, resa possibile ESCLUSIVAMENTE dalla presentazione della mozione, e parliamo di un tema che aveva pervaso tutta la campagna elettorale nel corso della quale tutti o quasi, ma sicuramente Valentini e Neri, si erano sempre espressi con parole di fuoco nei confronti della Fondazione ed avevano giurato e spergiurato di intraprendere appena eletti una azione di responsabilità, la maggioranza ha presentato un suo Ordine del Giorno, a firma di Bufalotti (Pd), Cappelli (Siena Cambia) e Cannamela (SEL), in relazione alla mozione, che integralmente riportiamo (la trovate nel blog come ODG BUFALINI).

Oggetto: azione di responsabilità nei confronti degli organi amministrativi nella Fondazione MPS.
Premesso
Che lo statuto della Fondazione MPS recita
art.3 punto 1
“La Fondazione Monte dei Paschi di Siena ha piena capacità di diritto privato e persegue fini di utilità sociale … mantenendo e rafforzando i particolari legami con Siena e il suo territorio e le sue Istituzioni – legami plurisecolari e consolidati dagli atti normativi vigenti – anche nella continuazione della originaria finalità di beneficenza e nel compito di favorire ed incoraggiare, anche con interventi a sostegno dei programmi e dei progetti del Comune e della Provincia di Siena e degli Enti pubblici e privati presenti nel suo territorio storico di riferimento, la promozione dello sviluppo economico, assecondando la realizzazione e la gestione di infrastrutture e di servizi che migliorino l’assetto del territorio senese, la qualità di vita della sua comunità e l’insediamento delle attività produttive che facilitano il raggiungimento degli obiettivi  predetti …
Art. 3; punto 1 bis
La Fondazione svolge la propria attività in piena indipendenza ed autonomia secondo principi di economicità e di programmazione annuale e pluriennale, tenendo conto delle istanze e dei bisogni provenienti dal territorio.
Art. 3 punto 2
La Fondazione persegue i propri fini istituzionali salvaguardando la consistenza del suo patrimonio e promuovendone la valorizzazione …
Art. 4 punto 3
La Fondazione amministra il proprio patrimonio secondo criteri prudenziali di rischio e di economicità in modo da conservarne il valore ed ottenerne una adeguata redditività …
Che gli accadimenti a tutti noti degli ultimi tempi hanno posto in luce evidenti e gravi fatti gestori che indubitabilmente hanno causato un pesante depauperamento del patrimonio della Fondazione con conseguente pregiudizio della “partecipazione nella Banca MPS” primo e fondamentale elemento costitutivo del patrimonio stesso;
Che non sembra sussistere dubbio circa l’esistenza di un danno al patrimonio della Fondazione, con evidenti drammatiche ricadute sul tessuto sociale ed economico del territorio di riferimento e particolarmente per la nostra collettività cittadina;
Che si pone conseguentemente la questione di una verifica delle possibili responsibilità degli Amministratori della Fondazione circa l’inadempimento delle norme statutarie e di provare quindi che da quell’inadempimento sia derivato alla Fondazione un danno patrimoniale rilevante e perseguibile;
Che è certo che l’azione di responsabilità può essere legittimamente intrapresa, per espressa previsione statutaria dalla Deputazione Generale della Fondazione – art.8 punto 2 lettera P – “La Deputazione Generale ha competenza in tema di … Esercizio dell’azione di responsabilità nei confronti dei componenti gli organi di amministrazione e di controllo della Fondazione
IL CONSIGLIO COMUNALE
ferma restando la capacità di azione giudiziaria da parte della Deputazione Generale in ossequio alla previsione statutaria così come richiamata in premessa
IMPEGNA
il signor Sindaco a voler disporre una indispensabile verifica legale circa la sussistenza o meno in testa al Comune, quale supremo tutore e garante dei diritti della comunità senese, della legittimazione a promuovere l’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e di chi risulterà comunque responsabile dei comportamenti che hanno portato alla grave crisi istituzionale e finanziaria della Fondazione MPS al fine di consentire al Comune stesso l’eventuale esercizio della azione di responsabilità nei confronti dei citati organi della Fondazione e riferite quindi al consiglio comunale.

Alle 19.55 del giorno 8 agosto la discussione è stata “congelata” con l’impegno del Sindaco di ottenere dall’Uffico Legale del Comune un parere in ordine alla possibilità o meno da parte del Comune di intraprendere la azione di responsabilità.

E’ evidente che, almeno da parte nostra, un parere negativo non comporterà il ritiro della mozione, ma la presentazione di un opportuno emendamento per porre comunque ognuno di fronte alle sue responsabilità, perché di chiacchiere e di fughe in avanti senza passare ai fatti da parte della maggioranza e, dispiace dirlo, da parte anche del cosiddetto Baricentro Civico di Neri, finora ce ne sono state anche troppe.

Eugenio Neri, che forse per dimenticanza non ha firmato neppure l’interrogazione presentata dai consiglieri che a lui fanno riferimento, ha rilanciato sulla stampa la richiesta di una commissione di inchiesta comunale ai sensi dell’art. 17 comma 6 dello Statuto e dell’art. 23 del Regolamento del Consiglio Comunale

http://www.sienafree.it/economia-e-finanza/264-economia-e-finanza/52639-eugenio-neri-una-commissione-dinchiesta-sulla-fondazione-mps

Da parte nostra, nell’aderire senza problemi a questa iniziativa, abbiamo pubblicamente invitato il consigliere Neri a votare a favore della nostra mozione in coerenza con quanto sostenuto nel corso di tutta la campagna elettorale

http://www.ilcittadinoonline.it/news/163055/Cittadini_di_Siena___Neri_voti_la_nostra_mozione_.html

CONCLUDENDO AD OGGI

  1. La questione della azione di responsabilità del Comune nei confronti della Fondazione è stata effettivamente sollevata solo da Cittadini di Siena, Movimento 5Stelle e Sinistra per Siena con la mozione presentata e discussa nel consiglio comunale del giorno 8 agosto 2013
  2. I consiglieri del cosiddetto Baricentro Civico, escluso Neri che non l’ha firmata, si sono limitati a presentare una interrogazione chiedendo “se il sindaco ritenga opportuno … valutare la possibilità …” francamente incomprensibile nel suo significato politico.
  3. La maggioranza ha fatto buon viso a cattico gioco contrattaccando con un ordine del giorno che, sia pure in un italiano improbabile, perlomeno prende atto dell’importanza della questione
  4. Neri non si è pronunciato sulla mozione, ma lancia una azione diversiva chiedendo una commissione di inchiesta.

Continua

CITTADINI DI SIENA: commissione di inchiesta ed azione di responsabilità per la Fondazione Mps

Abbiamo registrato con piacere e soddisfazione la richiesta da parte di Eugenio Neri di una commissione di inchiesta del Comune di Siena per valutare l’operato della Fondazione Mps. Poiché Eugenio Neri stesso afferma che la commissione “potrebbe svolgere questa azione di pari passo con la necessaria azione di responsabilità su cui il consiglio comunale sta lavorando” lo invitiamo fin da ora, nel caso il consiglio non arrivasse ad una determinazione unitaria, a votare a favore della mozione da noi presentata assieme al Movimento 5 Stelle e a Sinistra a per Siena, non riuscendo a capire, soprattutto dopo questa impegnativa dichiarazione, perché finora il suo impegno si sia limitato alla presentazione di una blanda interrogazione che lascia il tempo che trova. Verrebbe da pensare che non tutte le componenti del suo schieramento siano propense a mettere sotto i riflettori le responsabilità della Fondazione in un momento nel quale appaiono più evidenti che mai, come ci ha ricordato oggi Linkiesta.it dimostrando in che modo, mediante l’emissione dei famigerati “fresh”, al momento dell’acquisto di Antonveneta sia stato violato lo statuto allora vigente che inibiva la Fondazione dall’indebitarsi per oltre il 20% del suo patrimonio, come invece avvenne. Ma non desideriamo impantanarci in polemiche e dietrologie. Vogliamo invece associarci con forza, di fronte alle notizie che vengono fatte filtrare ad arte sul Presidente e sulla composizione della Deputazione Amministratrice, alla richiesta di Neri perché ci sia una vera rottura col passato, con la designazione di persone che non abbiano avuto niente a che fare con i vecchi organi o con nomine nella “galassia MPS” frutto di una stagione che vogliamo metterci dietro le spalle. Il sindaco Valentini ha ricordato a tutti che il voto dei quattro designati del Comune è decisivo: vorrà dire che lo riterremo pienamente responsabile, nel bene e nel male, di quanto sarà deciso e ne trarremo le dovute conseguenze.

Commissioni Consiliari

Nella sezione Consiglio Comunale 8 agosto 2013 trovate le delibere relative alla composizione delle Commissioni Consiliari. Si tratta di organismi consultivi molto importanti perché consentono di sviscerare argomenti di rilievo prima di farli approdare in consiglio comunale. Sono occasioni in cui i consiglieri possono incontrare esperti, dirigenti del Comune, amministratori delle varie società. Per fare un esempio in Commissione Cultura e Scuola molto probabilmente sarà convocato il Prof. Sacco per fare il punto sulla candidatura di Siena a capitale europea della cultura 2019, in Commissione Servizi Sanitari e Sociali potrebbe essere convocato il DG delle Scotte per riferire sulla riorganizzazione dei posti letto, etc.
Le riunioni delle Commissioni sono pubbliche.

CITTADINI DI SIENA: Chiediamo l’impegno di tutti perché la Centrale Operativa unica 118 di Area Vasta Sud Est Abbia sede a Siena

La CISL di Pistoia minaccia esposti alla Procura della Repubblica, la vice-sindaca di Firenze alza prepotentemente la voce, le Misericordie toscane si azzuffano tra loro, il sindaco di Arezzo si prepara addirittura alla guerra (contro Siena). Ma cosa è successo nella sanità toscana di tanto grave da dar luogo a reazioni così scomposte? L’oggetto del contendere è il servizio 118 di emergenza/urgenza, più precisamente la sua collocazione. Si dà il caso che la Regione Toscana, nella sua originale versione della spending review, abbia deciso che una Centrale Operativa 118 in ogni ASL non vada più bene per cui, col segreto (ma non troppo) intento di arrivare ad una Centrale Operativa unica regionale localizzata a Firenze, la cui sede è per l’appunto già in costruzione vicino al CTO con un impegno di spesa di circa sei milioni di euro, nel dicembre 2012 ha deciso un primo accorpamento del servizio deliberando di passare, entro l’anno in corso, a tre sole Centrali Operative, una per ogni Area Vasta. Nella nostra Area Vasta la scelta cadrà tra Arezzo e Siena, naturalmente dopo che nei due anni precedenti sono stati spesi ben tre milioni di euro per sistemare le tre sedi oggi esistenti (c’è anche Grosseto, che tace). Se la logica trovasse posto in questi processi decisionali non ci sarebbe storia: Siena ha tutto, soprattutto una grande qualità del servizio offerto anche grazie alla collaborazione con Le Scotte, per essere la sede naturale della Centrale Operativa unica 118 di Area Vasta. Purtroppo però la storia insegna che queste decisioni si fondano su rapporti di forza ed allora dobbiamo esternare tutta la nostra preoccupazione perché, mentre il sindaco Fanfani di Arezzo si mette l’elmetto e, sempre ad Arezzo, si organizzano convegni ad hoc per procurarsi l’appoggio bipartisan di autorevoli consiglieri regionali, a Siena tutto (o quasi) tace. Avremmo voluto chiedere in consiglio comunale al sindaco Valentini cosa intende fare in proposito nella sua veste anche di Presidente della Convergenza dei Sindaci e quindi massimo garante del nostro diritto alla salute, ma pare che non ce ne sarà il tempo. Vorrà dire che la stessa questione la porremo invece all’assessore regionale Marroni, la sera stessa del consiglio, nella sede più informale della Festa Democratica. Siamo sicuri che anche molti Colleghi della maggioranza condivideranno questa azione per mantenere a Siena un servizio così importante, con un impegno che non ha e non può avere alcuna connotazione di parte perché in favore della comunità tutta.

Adesione del Consiglio Comunale di Siena alla associazione Avviso Pubblico e adozione della Carta di Pisa (codice etico per gli amministratori locali)

Oggi martedì 6 agosto, ai sensi dell’art. 11 dello Statuto del Comune di Siena, abbiamo depositato presso la Segreteria del Consiglio Comunale due Proposte di Deliberazione riguardanti rispettivamente la “Adesione del Consiglio Comunale di Siena alla associazione Avviso Pubblico” e la “Adozione della Carta di Pisa (codice etico per gli amministratori locali) da parte del Consiglio Comunale di Siena”.

Le due proposte dovranno essere portate alla approvazione del Consiglio Comunale nel testo che potete leggere in extenso entro sessanta giorni dalla data odierna (art. 38 del Regolamento del Consiglio Comunale).

Cittadini di Siena dà così seguito a quanto ripetutamente proclamato in campagna elettorale in termini di trasparenza e legalità e al solenne impegno preso con gli elettori in occasione dell’incontro del 1 febbraio con Libera (associazioni, nomi e numeri contro le mafie).

Siamo sicuri che il Consiglio Comunale, cogliendo l’occasione per un pronunciamento di alto valore etico, approverà all’unanimita le due delibere.

Per saperne di più : www.avvisopubblico.it

https://cittadinidisiena.wordpress.com/il-consiglio-comunale/consiglio-comunale-08-agosto-2013/

CITTADINI DI SIENA: La Banca (e la Fondazione) l’ha distrutta il Pd, non Almunia

Il Pd, diviso su tutto, trova per un momento una pur minima coesione per bacchettare il Commissario Europeo alla Concorrenza, Almunia, reo di avere avvertito il ministro Saccomanni, in via riservata ed amichevole (“Dear Fabrizio,…) che la strategia messa in piedi dal management del Monte dei Paschi per ottenere il via libera ai (Tre)Monti bond non sta in piedi, di qui la necessità di importanti correttivi, pena la apertura a breve di una procedura di infrazione delle regole comunitarie. Dalla analisi di Almunia emerge una situazione molto preoccupante ed il Pd strepita col presidente Rossi o si lamenta col sindaco Valentini cercando di far dimenticare un piccolo particolare: la gravissima ed esclusiva responsabilità del Pd nella devastazione della Banca e, di conseguenza, della Fondazione. Nelle ultime ore, a cavallo della conferenza stampa della magistratura inquirente che ha escluso il pagamento di tangenti, ma ha confermato la ipotesi di gravi reati a carico di Mussari e C., abbiamo letto una serie di interviste e dichiarazioni, da Cenni a Ceccuzzi, univoche nel confermare che tutte le decisioni riguardanti il Monte dei Paschi negli ultimi anni sono state prese in accordo tra Partito locale e Partito nazionale, ultima l’insediamento di Viola e Profumo ai vertici, preceduto da un pellegrinaggio di Ceccuzzi (da lui stesso riferito) alla fondazione di D’Alema. Sarà pur vero che non è volata nessuna tangente, ma di certo, per restare al caso più clamoroso, Banca Antonveneta è stata pagata cash 9 miliardi due mesi dopo che Botin l’aveva pagata poco più di sei, a fronte di un valore che al momento dell’acquisto Di Tanno, presidente del collegio sindacale, stimava di 2,3 miliardi. Alla fine dei giochi, a causa dei 10 miliardi di debiti che BAV portava in pancia l’esborso totale è stato i di 19 miliardi, per una operazione fallimentare la cui responsabilità politica sta tutta in capo al Pd, il Partito che si è fatto Banca.
Non sappiamo come andrà a finire questa vicenda che sta avendo e purtroppo avrà in ogni caso ripercussioni gravissime sul benessere della nostra comunità. Sappiamo però che tutta la responsabilità di quanto è accaduto e potrà ancora accadere è del Pd e non basteranno le manovre diversive e le cortine di fumo a cambiare la realtà dei fatti.