CITTADINI DI SIENA: Siamo indignati ma non vogliamo assistere inerti al definitivo declino di Siena

Indignazione. Non c’è altro termine che possa descrivere il nostro stato d’animo dopo quello che ci è toccato leggere e sentire negli ultimi giorni. Il nuovo piano industriale del Monte dei Paschi che fa pagare il conto del disastro esclusivamente ai dipendenti, con gli ottomila esuberi previsti, è un colpo da KO per Siena e non solo anche perché non è affatto detto che dopo questa devastante macelleria sociale la Banca sia salva. Si salveranno solo i Viola e i Profumo, di questo siamo certi, ma per tutti gli altri il futuro è comunque molto incerto, considerato che il mitico fondo di solidarietà potrebbe essere a serio rischio. Ad aggravare ulteriormente la situazione e soprattutto a far montare l’indignazione, che rischia di sfociare in rabbia, è l’atteggiamento della classe politica responsabile di tutto questo. Ci tocca assistere alla ennesima sceneggiata del rimpallo di responsabilità con annessa cortina fumogena: ecco che il Sindaco Pd, appena arrivato da Marte se non da Monteriggioni, denuncia “le conseguenze nefaste della precedente gestione…” come se lui nemmeno li avesse conosciuti, mentre il Presidente Pd del Consiglio Provinciale tuona contro l’Ad Viola e addirittura tesse le lodi della nazionalizzazione, come un leghista qualsiasi, strappandosi le vesti, solo ora, per gli esuberi, dimenticandosi di dirci dove era ai bei tempi delle acquisizioni e della Fondazione bancomat. Nel frattempo il Pd senese si attrezza per il futuro scoprendosi tutto renziano, finora a sua (e anche di Renzi) insaputa, a partire dal giovane, ma nato vecchio, segretario provinciale che si riposiziona con un doppio salto mortale e si dice pronto a sacrificarsi per la ditta con un secondo mandato. Per non rimanere indietro, in consiglio comunale i seguaci di Ceccuzzi e Monaci con distinguo, interrogazioni e ordini del giorno ad hoc, in ogni occasione ricordano al Sindaco Valentini da dove vengono i voti grazie ai quali ha vinto di misura le elezioni, spengendo sul nascere qualsiasi eventuale (seppure altamente improbabile) velleità di comportarsi in maniera coerente a quanto enunciato in campagna elettorale. Siamo indignati come cittadini e come loro rappresentanti e ci sentiamo presi in giro. Siamo nauseati da questo gioco delle parti che vorrebbe, quasi sempre purtroppo con successo, farci dimenticare non solo le responsabilità passate, gravissime e scolpite nella pietra, ma soprattutto quelle presenti, incarnate in una classe politica trasformista intenta ad intorbidare le acque mentre si spartisce le ultime briciole di un patrimonio che fu miliardario. Siena non cambia e si condanna di conseguenza ad un inarrestabile declino del quale non vogliamo essere inerti testimoni. Invitiamo quindi tutte le forze di opposizione non compromesse col passato a riunirsi in un coordinamento politico che, aprendosi ai cittadini forse oggi più consapevoli, formuli e porti avanti proposte unitarie per un governo della Città diverso e alternativo alle sabbie mobili nelle quali stiamo sprofondando

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