Il programma

1. TRASPARENZA LEGALITA’ E PARTECIPAZIONE

2. FONDAZIONE MPS

3. SOCIETA’ PUBBLICHE, CONTROLLATE E PARTECIPATE

4. LIBERA INIZIATIVA, IMPRESA E LAVORO

5. LA MACCHINA PUBBLICA

6. IMPOSTE E TASSE

7. SOCIALE

8. SALUTE

9. SICUREZZA

10. URBANISTICA

11. DECORO URBANO

12. TRAFFICO E SOSTA

13. AMBIENTE E VIVIBILITA’

14. TURISMO E CULTURA

15. CONTRADE

16. UNIVERSITA’

17. INNOVAZIONE

18. LA CITTA’ INTELLIGENTE

La lista civica “Cittadini di Siena” aggrega esperienze di impegno civico e politico di diversa estrazione, unite dall’analisi della situazione della città e dalla condivisione di valori fondamentali nella gestione della cosa pubblica. Per noi è un onore e un vanto (ancora e nonostante tutto) dire di vivere in questa città.

Intendiamo garantire in modo serio e concreto gli interessi dell’intera comunità poiché crediamo che i Cittadini non abbiano colore, che non esistano Cittadini di serie A o di serie B. Che di fronte alle Istituzioni, alla legge, non c’è nessuno “più uguale degli altri”. Che quando si è chiamati a governare lo si fa in nome e per conto di tutti i Cittadini e non solo di quelli che ci hanno votato. Questo, a nostro parere, vuol dire avere rispetto delle Istituzioni. Chi governa, si legge nel Costituto senese del 1309, deve avere a cuore “massimamente la bellezza della città, per cagione e diletto e allegrezza ai forestieri, per onore, prosperità e accrescimento della città e dei cittadini”.

La pratica effettiva di questi principi passa per un urgente un profondo rinnovamento delle persone e dei meccanismi di raccolta del consenso, spezzando la commistione fra politica e affari. Va inoltre introdotto un limite di due mandati negli enti rappresentativi, impedito il passaggio da incarichi politici a cariche sociali vietandone inoltre il cumulo.

La classe dirigente che ha gestito Siena negli ultimi anni, curando interessi particolari, ha provocato la crisi di una città un tempo prospera. Il giudizio negativo riguarda chi ha amministrato il Comune e larga parte dell’opposizione, incapace o non interessata a rappresentare un’alternativa credibile.

Per ridare dignità e futuro a Siena e tornare a crescere bisogna favorire il merito in ogni ambito, valorizzare le competenze, stimolare la libera iniziativa, in un contesto di trasparenza.

1. TRASPARENZA, LEGALITA’ E PARTECIPAZIONE

Uno dei cardini del programma di governo della lista “Cittadini di Siena” sarà attuare rigorose politiche di trasparenza amministrativa e di regolamentazione dei conflitti di interesse, adottando un severo “codice etico”, quale ad esempio quello proposto nella cosiddetta “Carta di Pisa” (chiamata così perché approvata ed adottata per la prima volta dalla giunta della Provincia di Pisa il 9 maggio 2012). Si tratta, appunto, di un codice etico elaborato, presentato e promosso dall’Associazione Avviso Pubblico – Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie – un ente associativo nato allo scopo di collegare tra loro le amministrazioni e gli amministratori pubblici impegnati nella promozione della cultura della legalità nella politica, nella pubblica amministrazione e sui territori da essi governati.

Grazie anche all’uso delle moderne tecnologie, con un investimento limitato, sarà possibile migliorare e rendere disponibili in modo più chiaro al cittadino tutte le informazioni che oggi appaiono di difficile accessibilità: gli argomenti in discussione in consiglio e in giunta, il programma elettorale e il suo stato di attuazione, le spese correnti e la loro copertura, la pubblicazione delle presenze e dei voti, degli incarichi ricoperti nell’ultimo decennio, delle dichiarazioni dei redditi, del resoconto dei finanziamenti, dei doni e dei benefici ricevuti, e tutto ciò che è previsto dal DLGS 33/2013.

In linea più generale, i passaggi amministrativi più rilevanti e che incidono su interessi diffusi, come per esempio l’adozione degli strumenti urbanistici, andranno sottoposti ad un reale processo di informazione e di confronto con i cittadini singoli ed associati, perché la partecipazione non sia solo un atto formale ma sede effettiva di scambio e di crescita di consapevolezza sulle scelte amministrative.

Sarà inoltre istituito un “Osservatorio Civico” permanente che vigili sul rispetto dei diritti di non discriminazione tra cittadini, e di pari possibilità di accesso alla casa, allo studio, ai servizi pubblici.

2. FONDAZIONE MPS E BANCA

Per parlare di Banca MPS non possiamo che ricordare l’inizio dei problemi, ovvero la privatizzazione imposta dallo Stato e accettata dai politici locali. Questo atto ha di fatto tolto la gestione diretta della Banca al suo territorio di riferimento consegnandola ai partiti e alla loro “mala gestio”. La separazione, obbligata dalla legge, delle due funzioni rimaste storicamente unite per secoli è stata praticata dal sistema di potere locale come un’occasione per deresponsabilizzarsi nei confronti delle sorti dell’attività bancaria e per dedicarsi alla distribuzione delle ingenti risorse provenienti dai dividendi che la banca stessa ha tratto non solo dalla sua normale attività, ma anche attingendo a piene mani da quanto accantonato.

Da quel momento sono state compiute solo scelte del tutto discutibili che hanno portato la nostra Banca all’attuale drammatica situazione. Vogliamo ricordare solo l’acquisto di Banca 121 e la distruzione del “brand” Banca Toscana, per arrivare alla “madre” di tutti gli attuali problemi, l’acquisizione della Banca Antonveneta contrastata solo alcuni coraggiosi cittadini.

Sono seguiti anni di “finti” utili faraonici e di bilanci “imbellettati”, durante i quali il MPS ha distrutto sia il suo patrimonio che la sua liquidità, e l’ha vista costretta a ricorrere agli onerosi e mortificanti aiuti di Stato (prima 1,9 miliardi di Tremonti bond e poi 4,5 miliardi di Monti Bond), dopo irrazionali aumenti di capitale che hanno costretto anche la Fondazione MPS a contrarre ingenti debiti fino a mettere in discussione la sua stessa esistenza.

Invertire questa pericolosa deriva è uno dei compiti primari per chi, come noi, vuole continuare a garantire lo storico legame tra il Monte ed il suo territorio, mettere la banca in grado di tornare a produrre veri utili dalla sua attività e non da fittizie valorizzazioni patrimoniali o da operazioni pericolose e speculative, consentire alla Fondazione di restituire gli indebitamenti che ha contratto e tornare a sostenere il tessuto economico e sociale locale.

E’ un compito molto difficile, ma non impossibile, che presuppone però profondi cambiamenti, a partire da un totale cambio di metodo e mentalità, a partire dalla selezione per le nomine al vertice della Fondazione MPS, privilegiando finalmente la competenza e l’appartenenza alla cultura del territorio, senza inchinarsi alle esigenze di affinità politica o di fedeltà personale. In questo senso appare indifferibile la modifica dello Statuto della Fondazione, verso cui abbiamo preso una posizione ufficiale.

Non è accettabile che gli attuali Organi Amministravi si sentano autorizzati a mettere le mani su uno statuto da loro stessi disatteso per anni. Abbiamo quindi chiesto un Commissariamento Civico della stessa Fondazione volto ad ottenere una deroga di almeno un anno per adeguamenti allo statuto, e nel contempo garantire una gestione più attenta e più professionale. Inoltre abbiamo presentato alcune proposte che riteniamo inderogabili:

revisione degli Enti Nominanti, con la massima attenzione alla prevenzione di eventuali conflitti di interessi, palesi negli ultimi anni quando erogatori e beneficiari sono stati spesso coincidenti;

– riduzione drastica del numero dei componenti della Deputazione Generale e della Deputazione Amministratrice, abolizione dei compensi legati alla nomina sostituiti da un rimborso delle spese documentate, ridotta durata del mandato, non rinnovabile;

divieto ai membri delle Deputazioni di ricoprire ruoli di amministratore nelle società controllate e partecipate dalla Fondazione, o comunque di ricoprire più di una carica;

ridefinizione della autonomia dei nominati, da legare al raggiungimento di obiettivi e risultati da verificare a cadenza annuale, con automatica cessazione dell’incarico al mancato conseguimento di quanto concordato;

istituzione di un Albo dei Candidati alla nomina nelle Deputazioni, che raccolga i nominativi di cittadini residenti in provincia di Siena da almeno tre anni, dotati di adeguate qualifiche professionali, etiche e/o di appartenenza alla cultura del territorio, da far eleggere dai cittadini in consultazioni popolari vincolanti per gli Enti nominanti;

illustrazione in rete dei progetti presentati, delle ragioni per la loro accettazione, come delle ragioni per la loro esclusione, e dei curricula dei proponenti;

rendicontazione periodica in rete dello stato di avanzamento dei progetti finanziati, con capillare controllo del corretto utilizzo delle risorse erogate;

assoluta trasparenza e pubblicizzazione in rete di tutti gli atti, dei bilanci, dei compensi degli Amministratori e dei Dipendenti.

Con realismo e onestà intellettuale dobbiamo dire che a questo punto è necessaria un’azione forte e decisa per salvaguardare la Fondazione MPS e un suo ruolo di controllo sulla Banca MPS, che sarà necessariamente diverso da quello del passato; non più un controllo di maggioranza, ma forse un patto disindacato con altri azionisti privati. In questo senso potrebbe essere di fondamentale importanza il ruolo delle associazioni di piccoli azionisti, che, unendo le quote dei dipendenti, dei pensionati e dei cittadini, potrebbe diventare un interlocutore importante per la stessa Fondazione MPS. In previsione dell’eventuale prossimo aumento di capitale di un miliardo, già deliberato e lasciato inopportunamente in mano al solo

Presidente MPS Profumo, bisognerà anche capire a quanto potrebbe ridursi il peso della Fondazione MPS nel suo asset prioritario, ed in questo caso sarà ancora più necessario pensare ad un eventuale patto di sindacato, che servirebbe per avere rappresentanti nel CDA di Banca MPS e per continuare quel percorso della Senesità, a partire dal mantenimento della Direzione Generale a Siena, che non va perso in nessun caso.

La difesa del Monte dei Paschi non deve essere solo una missione difensiva. La Banca, pur dovendo perseguire logiche di mercato, non può trascurare e rinnegare il suo tradizionale radicamento nel territorio senese, nella Toscana, ma anche in altre zone meno vicine dove si era conquistata rispetto e ammirazione.

Gli effetti che le sue strategie di contenimento dei costi stiano oggi gravando sulle attività imprenditoriali dell’indotto locale e stiano allontanando dal lavoro importanti quote di occupati della direzione generale e di altri reparti, non può essere accettato come un dato incontrovertibile. Come pure dovranno essere individuate le forme perché la Banca senese possa tornare ad esprimere un ruolo di reale sostegno alle esigenze di credito e di investimento delle famiglie e delle imprese locali.

3. SOCIETA’ PUBBLICHE, CONTROLLATE E PARTECIPATE

Il perimetro dell’intervento pubblico va razionalizzato e ripensato anche nell’ambito dei servizi locali, avendo sempre presente che Il fine da perseguire è solo ed esclusivamente la creazione di valore per i cittadini e le imprese del territorio, in termini di bilancio, di efficienza e di universalità del servizio. Vanno quindi avviati processi di verifica sulle competenze, la professionalità e i risultati conseguiti di amministratori e dirigenti presenti e futuri compiuti da soggetti terzi indipendenti specializzati, e va previsto un percorso di accorpamento, disboscamento o dismissione delle quote di controllo nelle società partecipate e la messa a gara dei servizi offerti.

4. LIBERA INIZIATIVA, IMPRESA E LAVORO

In un contesto nel quale, negli ultimi decenni, la presenza della Banca e della Fondazione e le gestioni pubbliche – in particolare Comune e Università – hanno drogato l’economia della Città con soldi facili, il Comune è attore importante per favorire la nascita e lo sviluppo dell’iniziativa privata, a cominciare dalla produzione regolamentare che deve essere quantitativamente ridotta, resa comprensibile, pensata e scritta per l’utente, anche straniero, e non per l’Amministrazione. Va realizzata immediatamente un’approfondita revisione di tutti i regolamenti, installando una task force che coinvolga pienamente le organizzazioni imprenditoriali, le associazioni ed i consumatori.

Va reso più efficiente il servizio di sportello unico alle imprese, che deve fungere da interfaccia proattivo fra gli imprenditori e la pubblica amministrazione; esso deve intendersi come un fattore positivo di competitività, e proporre interventi di politica attrattiva verso investitori locali ed esteri. Anche attraverso tali iniziative si intende:

1. Aiutare imprenditori e imprese esistenti a sopravvivere e crescere

2. Aiutare nuovi imprenditori a far nascere imprese e radicarsi

In particolare occorre creare un humus favorevole per chi vuole investire sul territorio, anche mediante la massima accessibilità e trasparenza delle procedure e degli interlocutori. In linea generale Il Comune deve agire sulle proprie competenze, lasciando massimo spazio alle iniziative private e rinunciando al ruolo di Comune-imprenditore

Tra gli altri, interventi specifici assumono carattere di priorità: la revisione dei tempi della città, cioè il coordinamento tra le modalità e i tempi di fruizione dei servizi pubblici e privati e le esigenze di cittadini ed imprese, e l’implementazione della banda larga / servizi internet a supporto di imprese, marketing del territorio, comunicazione, servizi per gli ospiti.

L’azione di governo sarà indirizzata, anche attraverso adeguate politiche fiscali, all’incentivazione alla creazione di ‘reti d’imprese’ che sappiamo fare ‘sistema’, riducendo, attraverso opportune economie di scala, i costi di gestione, favorendo esperienze di coworking e condivisione di spazi attrezzati (cablaggio, utenze condivise, attività di segretariato/reception clienti comuni, zone parcheggio), determinando così la nascita di ‘distretti imprenditoriali’ capaci di coprire tutta la filiera di prodotto, senza sovrapposizioni concorrenziali

Altrettanto importante sarà poi favorire e incentivare l’interazione tra mondo del lavoro e centri di formazione (Scuole, Agenzie formative, Università), attraverso programmi di tirocinio, sponsorizzati dalle associazioni di categoria e ordini professionali; creare occasioni di interscambi culturali con realtà estere, incentivando l’integrazione dei giovani al ‘mondo globale’, favorendo la conoscenza delle lingue e il confronto con culture diverse; favorire la nascita di start-up imprenditoriali. Grande sarà l’attenzione posta per tutte quelle attività economiche che sappiano garantire elevati standard di sostenibilità energetica, coniugando il corretto utilizzo delle fonti energetiche, il riutilizzo dei materiali, l’attenzione e la valorizzazione del territorio

5. LA MACCHINA PUBBLICA

Va realizzata subito un’approfondita spending review della macchina comunale e delle aziende controllate che punti ad individuare e rimuovere sacche di inefficienza e di spreco all’interno dei bilanci, e delle procedure decisionali ed attuative. Le risorse umane dovranno essere valorizzate secondo le effettive esigenze di servizio e skills individuali.

6. IMPOSTE E TASSE

Assumendo che la strada maestra dovrebbe essere la riduzione della pressione fiscale su cittadini ed imprese, pensando ad esempio ad un abbattimento dell’IMU per i nuovi insediamenti d’impresa, e considerando la Tassa di Soggiorno una reale tassa di scopo che va rigidamente interpretata, va fatto ogni sforzo per l’abolizione, semplificazione, accorpamento o riduzione degli oneri finanziari e procedurali legati al funzionamento della macchina amministrativa e che si riverberano oggi in costi diretti e indiretti su cittadini e imprese

7. SOCIALE

Sarà essenziale mantenere i livelli dei servizi sociali in modo tale da non far pesare sui più deboli le ristrettezze di bilancio.

La prima emergenza sarà quindi una nuova impostazione del bilancio comunale, che privilegi il sociale e tagli i grandi sprechi, ad esempio la proliferazione di incarichi e consulenze esterne inutili accanto all’attivazione di misure, forzatamente lente, per invertire queste tendenze sociali, è necessario incrementare rapidamente i posti per non autosufficienti nelle varie residenze assistite pubbliche, istituire corsi di formazione per “badanti” e tendere a superare l’indifferenza con cui il sistema pubblico ha delegato ai privati troppi dei suoi compiti.

Sul piano economico, è aumentato il fenomeno delle nuove povertà, con tante famiglie senesi in difficoltà e che sempre più spesso fanno ricorso a strutture di assistenza e volontariato per tirare avanti. Si impone quindi una serie di misure per porre rimedio alle varie criticità e per aiutare le famiglie in difficoltà, monitorando le situazioni di disagio che possono comportare rischi anche per la sicurezza, in collaborazione con le altre autorità preposte. A tal fine sarà indispensabile prevedere un coordinamento delle attività di volontariato presenti sul territorio, in un quadro di sussidiarietà, favorendone lo sviluppo, e cercando in particolare di valorizzare l’assistenza domiciliare, nonché il rilancio di luoghi di elevata importanza sociale ed educativa come le contrade. Sarà necessario mettere in atto azioni mirate (incontri, corsi di lingua e cultura italiana e senese) per la popolazione immigrata residente nel comune.

Dovrà essere ripensato il sistema dei criteri utili per usufruire delle agevolazioni comunali e nel contempo prevedere un adeguato sistema di controlli, successivo al riconoscimento delle stesse, sulle condizioni dichiarate dai cittadini a tal fine. Attraverso un’azione culturale di prevenzione è necessario pensare alla tutela delle donne, troppo spesso soggette a situazioni di violenza, nelle strade, sul lavoro e nelle case.

Bisogna stimolare e facilitare gruppi di sollievo per famiglie con bambini o anziani disabili, concludere accordi con produttori di software, tecnologie, prodotti, domotica in generale che permettano lo sviluppo di servizi domiciliari di nuova generazione, realizzare progetti di social housing pensati per la popolazione anziana.

8. SALUTE

Le competenze in campo sanitario sono proprie della Regione, ma il Sindaco, nella qualità di presidente delle Conferenza provinciale dei sindaci, ha un ruolo essenziale nella definizione delle linee di indirizzo per l’impostazione delle attività dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Senese e della Azienda Unità Sanitaria Locale 7.

L’Ospedale S. Maria alle Scotte deve ritornare ad essere un centro di eccellenza a livello nazionale e riuscire a soddisfare adeguatamente i bisogni di cura della popolazione del nostro territorio, mettendo davvero al centro dei percorsi assistenziali il malato. Allo stesso tempo occorre spingere sull’integrazione ospedale-territorio (AOUS-AUSL7) per la gestione del paziente e la continuità di cura, affinché i nostri concittadini, una volta dimessi dall’ospedale, trovino effettive risposte ai bisogni di salute, di assistenza e di riabilitazione attraverso un’assistenza sanitaria e psicologica che può essere portata direttamente nell’abitazione del paziente.

E’ necessario avere pari opportunità rispetto a Firenze e Pisa, il che presuppone avere dalla Regione le risorse necessarie per riqualificare sia la qualità dei servizi sanitari erogati, sia le strutture logistiche, sia i servizi di supporto alle aziende sanitarie (ESTAV).

La modalità con cui sono state gestite negli ultimi anni le Aziende Sanitarie del nostro territorio hanno reso evidente l’urgenza di prevedere opportuni controlli sulla gestione di quest’ultime in materia di utilizzo delle risorse pubbliche tra cui il conferimento di incarichi e responsabilità al fine di evitare che le Scotte, e le altre strutture sanitarie, tornino ad essere territori di conquista e di scontri tra “bande”, umiliando il lavoro, mortificando competenze e professionalità, spingendo i professionisti più alla ricerca di tutele che all’impegno nel lavoro come unico strumento di carriera.

9. SICUREZZA

Richiamata l’importanza decisiva del “vivere” il territorio urbano da parte dei cittadini e delle contrade, il problema della sicurezza merita un approccio multidisciplinare e non si può pensare ad una o due misure certe e definitive. Alcune iniziative saranno però alla base del nostro intervento:

Rafforzamento della sorveglianza, in particolare nelle ore notturne, con l’impiego combinato della Polizia Municipale e delle forze dell’ordine, per contrastare sia i reati contro cose e persone, sia il vandalismo ed i fenomeni di schiamazzi

Scoraggiare comportamenti anche trascurabili che violano il rispetto della città

Potenziare l’illuminazione sia nel centro che nelle zone limitrofe appena fuori le mura della città

Potenziare il controllo sui pubblici esercizi per il rispetto del divieto di vendita di alcolici a minori

Installazione di strumenti di Videosorveglianza

10. URBANISTICA

L’urbanistica, la disciplina cioè che si occupa delle politiche edilizie e abitative e interviene in generale sul territorio antropizzato, è senz’altro tra le materie di governo che più hanno incidenza sugli assetti socioeconomici di un’area. Per questo riteniamo opportuno sottoporre a verifica, anche attraverso l’adozione di una variante generale, le scelte urbanistiche più recenti avvenute senza un reale collegamento con le effettive tendenze demografiche, senza il supporto di un piano della mobilità e della sosta.

L’eccessiva cementificazione già attuata non potrà mai più essere rimossa, ma quella che è stata programmata andrà arginata e limitata ai casi di effettiva necessità ed utilità sociale. E’ fondamentale intervenire nella città già edificata, in particolare nel centro storico al fine del suo ripopolamento, allo scopo di favorire l’offerta (in locazione, in vendita o “a riscatto”) di abitazioni per le famiglie. Occorre valutare lo spostamento delle residenze universitarie fuori dal centro storico, prevedendo opportuni collegamenti con il centro città.

Rileviamo l‘urgente necessità di modificare il Regolamento Urbanistico approvato dalla Giunta Cenni nel 2011, anche con una variante generale per interventi sulle ristrutturazioni e/o nuove piccole edificazioni di completamento per esigenze familiari, uniche risorse certe per ridare fiato alle imprese e ai professionisti del settore, alle prese con una drammatica crisi, derivata da scelte urbanistiche sbagliate che hanno cementificato selvaggiamente il territorio con costruzioni inutili e poco rispettose del paesaggio e nella necessaria giusta compenetrazione tra l’edificato e l’ambiente circostante.

In collaborazione con le facoltà di architettura degli atenei europei, senza rivolgerci alle archi-star, punteremo l’attenzione nella ricerca delle migliori pratiche internazionali e le offriremo al tessuto professionale locale, in modo da sviluppare soluzioni sostenibili nel campo della riqualificazione edilizia e dell’implementazione delle fonti energetiche rinnovabili dentro il tessuto urbano.

11. DECORO URBANO

Il decoro, il modo in cui una città presenta sé medesima ad abitanti e visitatori è segno certo del livello di sviluppo, civiltà e qualità della vita, ed è un presupposto affinchè i cittadini tendano a riappropriarsi degli spazi e svolgano opera di prevenzione in ambito sicurezza. In quest’ottica si pomuoveranno, tra gli altri, alcuni provvedimenti:

1) Approvazione di un regolamento sul decoro e l’arredo urbano

2) L’istituzione di una commissione di vigilanza consiliare sul decoro

3) L’incentivazione dell’associazionismo tra esercenti delle varie zone

12. TRAFFICO E SOSTA

La situazione di eccessivo isolamento dagli altri centri toscani e la sclerosi del traffico cittadino impongono la necessità sviluppare la rete delle “navette” a servizio dei parcheggi scambiatori, esistenti e da realizzare, e rafforzare i rapporti con i comuni limitrofi, la Provincia, la Regione e le competenti amministrazioni statali per il miglioramento/potenziamento della rete ferroviaria e stradale e dei servizi dei bus interurbani. Per l’aeroporto di Ampugnano si conferma l’utilità della medesima per il trasporto organi, la protezione civile e la sede dell’Aeroclub, con l’impegno di valutare insieme alla popolazione un eventuale piano di sviluppo, nel rispetto delle necessarie politiche ambientale. In merito alla difficile situazione del traffico nella città si dovrà:

1) Definire e attuare uno specifico piano per la distribuzione delle merci nel centro storico, per limitare l’attuale impatto della circolazione di mezzi pesanti dentro le mura

2) Definire nuovi orari e sistemi per la raccolta della nettezza urbana, che non si sovrappongano alle altre incombenze che gravano sul centro storico

3) Dare piena e completa attuazione al piano della sosta per i ciclomotori e minicar, nel centro storico e nelle adiacenze.

4) Rendere gratuita la sosta nelle ore dalle 20 alle 8 in tutte le aree, come pure dalle ore 13 alle 15, per favorire le esigenze personali nell’intervallo di lavoro le attività di ristorazione.

5) Provvedere ad una revisione completa sia dei permessi di accesso concessi per la ZTL, sia delle zone ARU al fine di superarne le evidenti difficoltà.

6) Eliminare ogni agevolazione di libero accesso e sosta gratuita per gli amministratori comunali, ove non sussistano particolari necessità diverse da quelle connesse con la carica.

13. AMBIENTE

Il territorio in cui la città è naturalmente immersa rappresenta una risorsa fondamentale da cui ripartire per uscire dalla crisi e va a maggior ragione tutelato. E’ necessario poter disporre e godere di aree verdi agevolando il raggiungimento dei siti naturali che circondano la città e riqualificando quelli esistenti in città, in particolare le sue valli, con più camminamenti e piste ciclabili.

Assume particolare importanza la mappatura delle zone urbane in cui gli inquinamenti ambientali, di diversa natura, sono presenti o ipotizzabili. Il Comune dovrà promuovere e favorire interventi di bonifica in modalità project financing.

14. TURISMO E CULTURA

E’ indispensabile sfruttare le risorse culturali ed il prezioso patrimonio di Siena per il rilancio economico della città: il turismo deve essere la nostra bicicletta da mantenere in continuo movimento con nuove idee ed iniziative.

Bisogna fare alcune premesse:

•La cultura è business ed incompatibile con l’improvvisazione; un prodotto scadente nessuno lo compra. Se una mostra non attrae , non genera interesse quindi nessuna ricaduta economica sul territorio.

•Solo con la creazione di un sistema virtuoso che , al tempo stesso, promuova la città e investa nella formazione di cittadini si può veramente capire quali potenzialità economiche abbia un serio programma culturale.

•I finanziamenti a pioggia , o peggio clientelari, sono assolutamente deleteri: si deve guardare alla Unione Europea e alle immense risorse che essa mette a disposizione dei Paesi membri.

•Creare forme di governance snelle che puntano sul merito e nelle quali sia garantita la presenza di amministratori capaci.

Sviluppare accordi di partnership con player internazionali nell’allestimento di eventi espositivi Gli eventi fino ad oggi organizzati si sono dimostrati “freddi”, “impersonali” privi di quel necessario coinvolgimento emotivo che spinge il turista a desiderare di essere parte dell’evento; inoltre non c’è stata alcuna programmazione di un calendario di manifestazioni che, nel rispetto delle tradizioni cittadine, abbia invogliato il turista a “comprare Siena” anche dopo il 16 agosto.

Partire dai punti di forza e dalle eccellenze della città per iniziare a trarre profitto dagli investimenti dei decenni scorsi al fine di internazionalizzare il turismo e attirare investitori:

S. Maria Della Scala: i suoi volumi devono essere sfruttati per ogni iniziativa di partecipazione sia pubblica che privata nominando un direttore artistico che ne curi gli eventi e la programmazione attribuendole una funzione non solo museale ed espositiva, ma anche di accoglienza per convegni, incontri, eventi sociali, mettendo a disposizione professionalità adeguate, valutando anche le possibilità di realizzare auditorium,cineforum, centro congressi, Sede di Accademia delle Belle Arti, sede del “Laboratorio del Palio”, esposizione permanente delle opere che celebrino la città come capitale del gotico, sfruttando la modularità degli spazi e dandone una visibilità internazionale. Deve diventare l’ ombelico della città: unpercorso facile ed accessibile deve portare dalle porte della città al SMS, e da lì condurre al resto del centro storico .

L’Accademia Chigiana: la sua programmazione di seminari, concerti e convegni internazionali già ricca di nomi famosi va ulteriromente pubblicizzata ed esportata, insieme a Siena Jazz, come “eccellenza di Siena” capace di accogliere giovani musicisti da tutto il mondo con docenti di tutto rispetto in un ambiente assolutamente unico e stimolante. Tutto questo va reso un format replicabile ed adattabile ad altri asset

I bottini e le fonti: con le nuove tecnologie realizzare una visita virtuale dei bottini in una sala multimedialefacendo conoscere questo spettacolo dell’ingegneria medioevale che solo Siena può vantare.

Alcune delle misure che promuoveremo:

Far nascere un nuovo appuntamento fisso con cadenza biennale dedicato all’arte: la Biennale di Siena all’interno del SMS prevedere il rilancio del “Laboratorio del Palio”, l’opificio dove non solo si crea ma si manutiene tutto il patrimonio mobiliare di Contrade e Comune, Il luogo in cui si ritorna a recuperare il “mestiere” che poi diventa arte, in cui si impara un mestiere, si comincia a conoscere la materia e si crea utensili che poi diventano opere d’arte mano a mano che ci s’impadronisce della materia stessa.

Consolidare il rapporto con il cinema ed il mondo dello spettacolo puntando su manifestazioni di qualità che aggiungano anche delle possibilità di formazione

Dare vita al Museo del Palio: L’idea è quella di utilizzare gli artisti del “drappellone”, ovvero, farci donare da tutti gli artisti che hanno dipinto il Palio almeno un’opera; questo ad oggi ci consentirebbe di avere uno dei musei di arte contemporanea più importanti e completi d’Italia.

Realizzare un serio cartellone di eventi musicali diffusi in ogni angolo della città che riguardi tutti i generi musicali, dal Gospel alla musica lirica, al jazz, coinvolgendo l’Accademia Chigiana ed il Siena Jazz.

Utilizzare al meglio la Fortezza Medicea: ospitare eventi di promozione, comunicazione e celebrazione dei prodotti e della filiera agroalimentare, con particolare attenzione alle coltivazioni biologiche ed a basso impatto

Valorizzare al più presto il patrimonio artistico e storico senese con le nuove tecnologie messe a disposizione da grandi aziende come Google e i suoi progetti Google Art Project e Google World Wonders Projects.

Implementare e sviluppare tutte le modalità di e-ticketing per eventi, manifestazioni, accessi ai luoghi e ai servizi turistici

Bandire un concorso internazionale per la realizzazione del “brand Siena” da esportare in tutto il mondo.

Realizzare un ufficio turistico all’avanguardia con personale altamente specializzato in accoglienza a 360° in base alla tipologia di turista che si presenta.

Apertura ai giovani che dovranno trovare le idee del rilancio e farsi promotori per trascinare la città verso nuovi orizzonti. I giovani saranno il motore della città e la città darà loro le infrastrutture (spazi, rete ecc.) di cui necessitano. In questo modo si attireranno talenti ed investitori da tutto il mondo, la città sarà un brulicare di idee.

Individuare spazi all’interno della città, dove gli artisti, secondo un calendario opportunamente predisposto e pubblicizzato, possano esibirsi periodicamente, danno viva espressione al progetto “Siena, città musicale”.

Individuazione di percorsi turistici con apposita segnaletica per raggiungere anche i luoghi poco conosciuti della città e far confluire i turisti in luoghi di relax (giardini e piazze) dotati di opportuni servizi igienici e di ristoro.

Settimane tematiche enogastronomiche, ma non solo con iniziative che caratterizzino le stagioni tipicamente meno turistiche.

Avviare strategie di fidelizzazione e di soddisfazione del turista, che a Siena dovrà realizzare il suo viaggio di sogno.

Creazione del “gadget dell’anno – made in Siena” che il turista che ha visitato Siena vorrà come ricordo e che creerà indotto e risorse economiche per la città.

Armonizzare tutti gli operatori turistici e non, abbandonare l’idea di un turismo locale ed affrontare il tema di un sistema turismo globale integrato, per tutti i giorni dell’anno e per tutte le ore del giorno.

Sviluppare accordi di partnership con player internazionali nell’allestimento di eventi espositivi

15. CONTRADE

Le contrade ricoprono un indiscusso valore sociale e culturale e dovranno rappresentare una grande risorsa anche per il turismo cittadino. E’ utile che le Contrade proseguano nel già avviato dibattito interno, anche per un ripensamento del loro ruolo in ambito cittadino.

Amministrare la città perseguendo il bene comune vuol dire inevitabilmente risvegliare l’Amore dei cittadini per la propria comunità; in questo senso si deve far tesoro dell’Amore che i contradaioli sentono nei confronti della loro contrada che non può essere solo “consumata” e per il cui mantenimento non si potrà più contare sui generosi contributi di Banca e Fondazione MPS.

Sarebbe auspicabile e importante che le Contrade, nel rispetto dei loro valori e viste sia la carenza di risorse pubbliche che le nuove e sempre maggiori difficoltà dei cittadini, diventassero attori e interlocutori principali del Comune per quanto riguarda il sociale e il mutuo soccorso.

In questa ottica potrebbe essere esaminata la modifica dell’Assessorato al Palio in Assessorato al Territorio; ciò garantirebbe il dialogo e l’attento ascolto in relazione alle esigenze dei Rioni e dei quartieri, realizzando così un rapporto più diretto ed efficace tra cittadino e Comune nel rispetto dell’architettura sociale cittadina.

Per quanto riguarda poi, più specificatamente, il territorio all’interno delle mura, dopo l’abolizione delle circoscrizioni, le Contrade potrebbero diventare, singolarmente o in associazione tra loro, qualificate protagoniste anche su alcuni aspetti legati alla socialità, alla vivibilità e sicurezza, alla gestione di spazi pubblici e aree verdi all’interno della cinta muraria, riprendendo quel ruolo di “naturale controllo” del proprio territorio per garantire tranquillità sociale, decoro e sviluppo della Città. Questa funzione potrebbe legittimare le Contrade come importanti interlocutori nei confronti dei cittadini non contradaioli, talvolta poco informati sulle tradizioni e sulle tante attività che le Contrade mettono in atto sul territorio cittadino

16. UNIVERSITA’

L’Università è un giacimento di conoscenze e ricerca indispensabile per il nuovo progetto, la nuova fisionomia, il futuro medesimo della città.

Dal settembre 2008 l’Università di Siena sta affrontando enormi difficoltà economico finanziarie, un altro esempio di come la classe dirigente dominante a Siena ha usato a propri fini le Istituzioni, svilendole e impoverendole. Ciò ha condotto l’antico e prestigioso Ateneo in una condizione talmente precaria da metterne a serio rischio la stessa sopravvivenza.

Il principale Ateneo senese per risollevarsi ed acquistare la centralità che serve sia ad esso che alla città, dovrà spezzare completamente il sistema di interessi particolari e clientele che lo hanno distrutto, e ritornare, come dimensioni e come offerta didattico-formativa, ai canoni del passato. Similmente l’Università per Stranieri deve essere punta di diamante, attrice e non spettatrice del rilancio e dell’apertura internazionale del territorio.

17. INNOVAZIONE

In Italia, e a Siena, soffriamo di un digital divide su più livelli, generazionale, territoriale e culturale. Questo divario va colmato non solo con infrastrutture più adeguate e con la scuola, ma puntando soprattutto sulla presa di coscienza civile. Per questo è necessario puntare anche sul volontariato, che in Italia lavora moltissimo su questo fronte.

L’amministrazione deve offrire ad associazioni e gruppi di questo tipo spazi adeguati e occasioni di incontro con la scuola. La produzione digitale inerente la città e messa a disposizione nei circuiti fisici o in rete è molto carente e di scarsa qualità. Bisogna chiamare in causa ricercatori, studenti, le stesse associazioni di volontariato affinché si realizzi un processo completo di controllo qualitativo, dalla progettazione allo sviluppo alla messa in rete

18. CONCLUSIONI: LA “CITTA’ INTELLIGENTE”

Oggi , più di sempre, la città è chiamata a vincere le sfide del futuro confrontandosi con una realtà globale in continuo mutamento, che impone risposte rapide e capacità di adattamento e flessibilità alle sollecitazioni e agli stimoli esterni. Non è più possibile infatti pensare a Siena come straordinaria bellezza, adagiata su dolci colline, isolata però dal mondo che la circonda, immune dai cambiamenti e le trasformazioni vorticose della realtà circostante. Proprio questa necessità di mantenersi al passo con i tempi, di vitale importanza, per assicurare ancora standard di vita elevati, richiede la necessità di abbandonare logiche autarchiche e convinzioni di autosufficienza, ma aprirsi all’esterno, cercando e adottando, anche con l’aiuto dei senesi nel mondo, le “migliori pratiche” in ambito amministrativo, sociale ed economico, conservando e difendendo gelosamente la propria storia, la propria cultura, le proprie tradizioni, accettando di reinterpretare in maniera innovativa di essere , come in passato è stata, il ruolo di polo culturale e crocevia di proficui scambi culturali nazionali e internazionali, sfruttando al massimo le nuove tecnologie, potenziando le reti e le occasioni di condivisione delle informazioni, ricercando uno sviluppo sostenibile, compatibile con le esigenze ambientali.

Ciò che intendiamo dire, infatti, con il termine “città intelligente” (in inglese ‘smart city’) è proprio questo: una città orientata ai cittadini e ai loro bisogni, che gestisce con oculatezza le sue risorse, che prende decisioni sulla base di informazioni aggiornate, certe e condivise, pianificando uno sviluppo sostenibile. Una città capace di attrarre oltre che ammirazione, anche investimenti, per l’utilizzo efficace e consapevole delle nuove tecnologie, in un contesto ambientale rispettato e ulteriormente valorizzato, capace dunque di coniugare l’innovazione con l’ambiente e la qualità della vita. Compito di una città intelligente è infatti per lo più la capacità di pensare al benessere dei cittadini con campagne che favoriscano il verde pubblico da un lato e servizi all’avanguardia dall’altro, con interventi in campo tecnologico ma che rispettino il paesaggio e la storia dei territori. Ma anche nella quotidianità si possono pensare esempi di impegno in tal senso: dalla gestione della mobilità cittadina con il ‘car sharing’, il ‘bike sharing’, le aree pedonali, il teleriscaldamento, fino allo smart building, ovvero la costruzione o riqualificazione di nuovi edifici con basso impatto ambientale. Una città moderna, pronta per le nuove sfide, deve dimostrare di prendere a cuore questi temi, oltre a porre un’attenzione crescente verso i giovani, l’integrazione sociale e la partecipazione, attraverso l’adozione di nuovi strumenti digitali nella gestione dei processi, quali piattaforme tecnologiche per l‘e-government e l’edemocracy.

Per questo si ritiene opportuno che a inizio legislatura l’amministrazione sviluppi un piano strategico che disegni il modello della città del futuro, con una proiezione a vent’anni, consapevole della forte competizione con le città vicine e le realtà europee delle medesime dimensioni. Gli assi portanti del piano strategico sono l’innovazione tecnologica, l’attenzione all’internazionalizzazione della città, l’investimento nella dimensione culturale del territorio.

I pilastri definiti nel piano strategico daranno vita ad un percorso partecipativo che la porterà a definire il Piano di Innovazione locale, le cui azioni saranno state condivise con le istituzioni, l’università, le imprese, le contrade e la società civile, tutti attori coinvolti come protagonisti nei progetti. Noi vogliamo una città moderna, tecnologica, brillante capace di valorizzare uomini, donne e risorse che sappiano interpretare le nuove sfide dell’innovazione e dei mercati globali, per far tornare Siena quel modello di vivere civile, che fino a qualche tempo fa tutti ci invidiavano.

Su queste convizioni abbiamo individuato sei pilastri del nostro programma, denominato delle “6 T”:

· Turn-over (cambiamento, svolta);

· Trasparenza (regole certe, chiare, uguali per tutti);

· Talento (premiare il merito, le competenze, la professionalità);

· Turismo (risorsa fondamentale del nostro territorio insieme alla Cultura);

· Tecnologie (investimenti in Formazione, Innovazione, Ricerca);

· Tradizione (attaccamento alla Storia, alla Cultura e all’identità della Città).

Infine…

Questa prima stesura del nostro programma amministrativo sarà suscettibile di ulteriori integrazioni, man mano che sarà completato il ciclo di incontri con i cittadini e ci saranno occasioni per approfondire alcune tematiche ,specificare al meglio ulteriori progetti.

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